Al suo arrivo il 26 febbraio seguente superò la selezione iniziale e venne immatricolato col numero 174547. Vittorio Staccione nacque il 9 aprile 1904 a Torino nel quartiere Madonna di Campagna. Riconosciuta quale ebrea, venne a sua volta arrestata insieme alla sorella Itala che l’accompagnava. Adua Nunes nacque a Livorno il 4 giugno 1902 da Vittorio e Margherita Servi. Abitava a Torino in via Po 25 con la moglie Maria Irene Roscetti, con la quale ebbe quattro figli: Mario, Aldo, Gino e Stella. Di qui venne deportato a Mauthausen l’11 marzo 1944. Venne arrestato il 20 aprile 1944 a Chianni (PI) da italiani. Sposato con Elettra Bruno, cattolica praticante, abitava con la moglie e i figli Giorgio e Paolo in via Mazzini 12 a Torino. Luciana morì nel gennaio del 1945 in luogo ignoto. Ebreo, venne arrestato a Torino il 18 marzo 1944. Sposatacon Teodoro Sacerdote, abitava con la famiglia in corso Fiume 17 a Torino.In quanto ebrea fu colpita dalle leggi razziali del 1938 e, con l’occupazione nazistadell’Italia seguita all’8 settembre 1943, si trovò a doversi nascondere per sfuggireall’arresto e alla deportazione. Come richiedere la posa di una Pietra d'Inciampo a Milano Alberto morì fra il 2 e il 3 aprile 1945. Jacopo non superò la selezione iniziale e fu ucciso il giorno stesso del suo arrivo a Auschwitz, il 23 maggio 1944. Filippo Acciarini nacque il 5 marzo 1888 a Sellano (PG) da Francesco e Anna Nocelli. Nel 1938, in quanto ebrea e come conseguenza dell’emanazione delle leggi razziali, fu espulsa dalla scuola e non poté proseguire gli studi. Edvige Lattes nacque a Torino il 4 ottobre 1881 da Israele e Sara Colombo. Fu liberato dal carcere di Castelfranco Emilia soltanto alla fine dell’agosto 1943. Renato Treves nacque ad Alessandria il 12 luglio 1923, figlio di Jona Leone e Venturina Colomba Foa. Egidio BERTAZZONI. Gli venne attribuita la matricola 40055. Salo e Gardone R. 18 gennaio 2016 Ph Fotolive - Christian Penocchio Sono state installate a Torino martedì 14 gennaio le sei nuove «pietre d’inciampo», le Stolpersteine che costellano vie e lastricati della città ricordando i luoghi dove furono rapite le vittime della deportazione nazista e fascista. Sono state posizionate 6 pietre in 4 luoghi, di cui una alla memoria di Francesco Staccione alla cui posa erano presente anche il gonfalone del Torino FC. Nella primavera del 1943 venne trasferito al comando della difesa territoriale diFirenze, dove, in seguito agli eventi dell’8 settembre 1943, fu catturato dai tedeschi il 19settembre 1943 e deportato in Germania. Sposato con Adelina Suita, abitava in via Aosta 29 a Torino. Per questo motivo si trovava a Luino (VA), quando venne arrestato da tedeschi il 28 febbraio 1944. Luciana Levi nacque a Torino il 6 febbraio 1926, figlia di Alessandro e Germana Garda. Per il sesto anno saranno installate a Torino le pietre d’inciampo (Stolpersteine) dell’artista tedesco Gunter Demnig. Per ricordare le singole vittime del nazionalsocialismo l’artista produce piccole targhe di ottone poste su cubetti di pietra che sono poi incastonati nel selciato davanti all’ultima abitazione scelta liberamente dalla vittima. La scheda dell'Istituto Storico di Torino indica come data di morte il 25 aprile 1945, data dell'evacuazione del campo di Melk .Cfr. La sua salma venne individuata nel cimitero dell’ospedale di Linz e, il 29 giugno 1973, ritornò in Patria e deposta al Cimiter Monumentale di Torino. Alberto morì a Dachau il 15 aprile 1945. Rimasto orfano in giovane età, esercitò diversi mestieri (manovale, muratore, contadino, falegname) entrando a contatto con il mondo del lavoro e delle sue organizzazioni politiche (Partito socialista) e sindacali (Confederazione generale del Lavoro). A Mantova e Verona furono annessi altri vagoni (componevano il convoglio num.9). Detenuto in un primo tempo presso le carceri di Varese, quindi alle carceri Nuove di Torino, venne in seguito trasferito al campo di Fossoli. Sposato con Gina Della Seta, abitava con la moglie in via Cosseria 1 a Torino. it Paolo ci dà questo consiglio: “[Sia] questa la vostra decisione, di non mettere davanti al fratello pietra d’inciampo o causa per incespicare”. Tali pose sono il frutto di un'iniziativa di Gunter Demnig, promossa anche da alcune associazioni e gruppi promotrici: Torino accoglie ufficialmente 114 pietre d'inciampo, la prima delle quali è stata posata l'11 gennaio 2015.[1]. In seguito all’emanazione delle leggi razziali nell’autunno del 1938, la famiglia meditò di fuggire dall’abitazione, ma fu l’annuncio dell’entrata in guerra (10 giugno 1940), a spingerli a trovare rifugio nello sfollamento a Mezzenile, nelle Valli di Lanzo. pietre di inciampo torino Sede Espositiva Stolpersteine è il primo monumento dal basso a livello europeo: sono state poste quasi 50.000 pietre d’inciampo in 1.100 località di 16 paesi europei; in Italia, le pietre sono presenti a Roma, Livorno, Prato, Ravenna, Brescia, Genova, L’Aquila e Bolzano. Detenuta presso Le Nuove di Torino, venne poi trasferita nelle carceri di San Vittore a Milano. Fu deportato ad Auschwitz con un convoglio partito da Fossoli il 22 febbraio 1944 e che arrivò il 26 febbraio successivo. Appassionato di calcio, giocò in diverse squadre importanti a livello nazionale (tra le quali Torino, Fiorentina e Cremonese). Fu deportato ad Auschwitz con il trasporto partito da Fossoli il 5 aprile 1944. Luigi morì nel campo di Hartheim il 29 aprile o il 29 settembre 1944. Ruggero Achille Rodolfo Jona nacque a Torino il 5 febbraio 1932 da Remo e Ilka Vitale. Eleonora non superò la selezione iniziale e fu uccisa all’arrivo ad Auschwitz il 10 aprile 1944. Sposata con Ernesto Funaro, viveva con la famiglia in via della Consolata 8 a Torino. Subì diversi trasferimenti nei sottocampi di Mauthausen: prima Grossramming e quindi, dopo il mese di agosto, Schlier Redl-Zipf, in ultimo Gusen. Italo Momigliano nacque a Torino il 12 dicembre 1899 da Giuseppe e Leonilde Tersilla Segre. Dal 2015, anche Torino ha accolto gli Stolpersteine di Gunter Demnig. Fu arrestato da italiani il 3 novembre 1944 a Torino. Venne detenuta nel campo di Fossoli e in seguito fu deportata ad Auschwitz con un convoglio (lo stesso su cui viaggiava Primo Levi) che partì il 22 febbraio 1944 e giunse ad Auschwitz il 26 dello stesso mese. In quanto ebrea, con l’occupazione nazista dell’Italia seguita all’8 settembre 1943 si trovò a doversi nascondere per sfuggire all’arresto e alla deportazione. Sposato con Maria (Marisetta) Treves, abitava con la famiglia in corso Arimondi 11 a Torino. Era figlio di Giuseppe e di Leonilda Tersilla Segre; era fratello di Dante e di Italo. Dopo la detenzione prima alle Nuove di Torino quindi nelle carceri di Milano, Enrico, Benvenuto e Mario vennero deportati a Auschwitz il 6 dicembre 1943. Fu arrestato a Torino il 15 febbraio 1944 insieme ai suoi familiari da reparti tedeschi. Non abbiamo notizie sulla data e sul luogo della morte di Germana, che avvenne dopo l’arrivo al campo di concentramento. Maria Irene Roscetti nacque a Torino il 12 maggio 1892, figlia di Antero. Arrestato da italiani il 14 gennaio 1945 grazie a una delazione insieme ai compagni e al figlio, fu detenuto in un primo tempo alle carceri Nuove di Torino, quindi trasferito a Verona e infine deportato al campo di concentramento di Mauthausen, dove arrivò il 4 febbraio 1945. In seguito alle leggi razziali del 1938, con il divieto agli ebrei di possedere e gestire attività commerciali, la famiglia Colombo si trovò costretta ad affidare formalmente il negozio a un loro dipendente di fiducia, che cominciò a gestirlo per loro conto. © 2015 - Museo Diffuso della Resistenza, Deportazione, Guerra, Diritti e della Libertà Trasferito a Melk, sottocampo di Mauthausen, viene poi separato dal padre al momento dell’evacuazione del campo e condotto nel Revier (infermeria) di Mauthausen. STUMBLING STONES IN BOLZANO TECHNICAL ECONOMIC INSTITUTE "CESARE BATTISTI" WHERE ARE IN BOLZANO ? Il 17 aprile 1944 venne individuato con l’inganno e arrestato. Con l'occupazione nazista successiva all’8 settembre 1943, Giuseppe Davide si trasferì con la moglie a Cavoretto (sulla collina torinese) per tentare di sfuggire alle persecuzioni. Sergio Levi nacque il 3 febbraio 1930 a Torino, figlio di Alessandro e Garda Germana. Gino Rossi nacque a Venezia il 18 agosto 1884 da Pellegrino e Estella Maestro. Morì a Mauthausen il 28 aprile 1945. Ebrea, il 3 dicembre 1943 venne arrestata a Varese da italiani. Elena visse con la famiglia in corso Orbassano 15 e successivamente in via Piazzi 3 dove la famiglia aveva un’azienda d'imballaggi per dolciumi. Venne deportata al campo di concentramento di Auschwitz in data sconosciuta, e in seguito trasferita al campo di concentramento di Dachau. Venne deportata da Milano il 6 dicembre, con un convoglio che viaggiava sotto la sigla RSHA e aveva come destinazione Auschwitz, dove arrivò l’11 dicembre 1943. Al suo arrivo, venne immatricolato con il numero 113877. Vittorio nacque il 28 luglio 1915 a Vercelli. Il Museo, che dal 2015 gestisce lo Sportello Pietre d’inciampo, cura il dialogo con le persone che richiedono l’installazione di pietre o manifestano interesse per il progetto e le sue finalità. In quel luogo, però, il 7 dicembre 1943 venne catturata insieme ai genitori e al fratello, condotto alle carceri di Aosta e quindi trasferito nel campo di Fossoli. Sposato con Silvia Bellina Jona, viveva con la famiglia in via Saluzzo 19 a Torino. La data di morte incisa sulla pietra è per volontà del richiedente, sulla base di ricordi personali. Marisa sfollò nel Canavese probabilmente a causa dei bombardamenti su Torino. Il trasporto, che viaggiava sotto la sigla RSHA, partì il 5 aprile 1944, aggregò altri vagoni a Mantova e Verona, e arrivò ad Auschwitz il 10 aprile. Venne immatricolato col numero 168021. Lavorò come operaio tornitore in molte officine e fabbriche torinesi, fra le quali le Officine Grandi Motori Navali FIAT con sede in corso Vercelli.Francesco fu arrestato più volte a partire dal 1912, all’età di 18 anni, per attività legate alla sua militanza nel partito socialista. Sposato con Tersilia Pozzo, abitava a Torino in via Principe Tommaso 42 a Torino. I reduci risultano essere 51. In quanto ebrea, con l’occupazione nazista dell’Italia seguita all’8 settembre 1943 si trovò a doversi nascondere per sfuggire all’arresto e alla deportazione. Il treno partì da Bergamo tra il 16 e il 17 marzo del 1944, passò da Verona, Tarvisio, Villach per arrivare il 20 marzo a Mauthausen. Di professione operaio scrittore di insegne, aderì alla Resistenza e venne arrestato a Torino a causa probabilmente di una delazione. Era figlio di Abramo Levi e Linda Lattes. Nel 1942 fu arrestato con uno dei figli, Giorgio, per detenzione di materiale di propaganda antitedesca; rilasciato dopo alcuni mesi, riprese la sua attività clandestina. Venne arrestato a Loppeglia in provincia di Lucca nel marzo1944 e trasferito nel campo di Fossoli. If you live in Europe is quite possible that you have noticed something strange in the street. Dopo la guerra, il dipendente fedifrago, processato, fu prosciolto per l’amnistia decretata per i reati degli anni di guerra. Mantenne i contatti con alcuni gruppi antifascisti organizzati in clandestinità, coordinò le attività di opposizione nelle fabbriche di Torino fino al 1940 e, in seguito, con le formazioni partigiane che si organizzarono dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943.Partecipò all’organizzazione degli scioperi del primo marzo del 1944, avvenimento che causò il suo arresto il 5 marzo al rientro in fabbrica.