Le terme di Costantino erano un complesso termale costruito sul colle Quirinale, da Costantino I intorno al 315, e forse iniziato sotto Massenzio. Paolo fu importante perché, secondo la tradizione, trasformò il cristianesimo da religione giudaica legata al Messia (l'atteso nuovo re, letteralmente l'"unto dal Signore"), a religione universale, che riguardava tutte le gentes e non solo gli ebrei. - (2013), pp. Nella Città Eterna scrisse il suo capolavoro Rerum gestarum libri XXXI, pervenutoci purtroppo in forma incompleta. Lo Stato non riuscì invece a risolvere il male tipico del Tardo Impero: l'eccessivo fiscalismo per le spese dell'esercito e della burocrazia. Forse risalgono a quegli anni i Cataloghi regionari, che contengono liste di edifici divisi per regione, dalla funzione non chiara, ma utilissimi per conoscere lo stato della città verso la fine del periodo antico. In realtà sembra che Mutina abbia opposto scarsa resistenza alle truppe di Costantino, tanto da ottenere la benevolenza dell’imperatore il quale, dopo la vittoria, intervenne forse in favore della città con concreti aiuti per opere pubbliche o per restauri di edifici. ), moderna (Martin Lutero, Giansenio, ecc.) Età geometrica. Ormai si era scavato un solco profondo tra uno Stato sempre più invadente e prepotente (soprusi dell'esercito e della burocrazia) e la società. André Piganiol sostenne invece con particolare vigore la tesi della morte della civiltà romana "assassinata" dai suoi avversari, anche se era impossibile prevederne la scomparsa dopo la grande ripresa del IV secolo «La civiltà romana», scrisse lo storico francese, «…non è morta della sua morte naturale. Alcune città del nord, tuttavia, si svilupparono notevolmente (Milano e, successivamente, Ravenna), altre conservarono la propria importanza (Aquileia, Capua) o buona parte della propria popolazione (Roma), altre ancora, come Ostia, continuarono ad ospitare nel proprio porto flotte cariche di generi alimentari che l'Annona distribuiva alle plebi turbolente che popolavano l'Urbe. Egli provvedette soprattutto a ristrutturare preesistenti edifici pubblici di epoche precedenti come la Basilica Giulia e la Curia (entrambe nel 303). La maggior parte del suolo italico tuttavia, fu colpita da un ristagno economico e demografico che coinvolse non solo molti centri urbani, ma anche, e soprattutto, le campagne. Poiché l'esercito era posizionato ovunque, i barbari non potevano penetrarvi. Cerca per: Ricerca. 2 La struttura istituzionale • 284-305. L'ultimo grande retore che visse e operò in questa parte dell'Impero fu il patrizio romano Simmaco spentosi nel 402. Nell'abside venne collocata una statua colossale, acrolito costruito parte in marmo e parte in legname e bronzo dorato, alto 12 m. La statua raffigurava in origine lo stesso Massenzio e in seguito venne rilavorata con i tratti di Costantino. Presto però l'attenzione di Costantino si rivolse alla costruzione di edifici cristiani e, soprattutto, decise di dedicarsi alla creazione di una nuova capitale monumentale, Costantinopoli. Le ville di età romana e tardo antica; Area archeologica di San Giovanni di Ruoti. da, Historiarum adversus paganos libri septem, Il Mondo Tardo Antico. Da queste terme provengono le statue dei Dioscuri poste attualmente alla base dell'obelisco del Quirinale nell'omonima piazza, due statue di Costantino (una oggi nella basilica di San Giovanni in Laterano e una sulla balaustra di piazza del Campidoglio), una di suo figlio Costantino II come cesare. La nuova capitale venne ufficialmente inaugurata nel maggio del 330. Musei Civici di Modena Spesso, per non privarsi della manodopera necessaria alla coltivazione delle loro terre, i latifondisti riscattavano dal servizio militare i loro contadini, versando al fisco una quota in denaro, che era usata dallo Stato per reclutare i barbari (il problema è in realtà molto discusso: cfr. La nuova forma di governo messa in atto non era del tutto nuova per l'Impero romano: basti pensare alla prima diarchia di Marco Aurelio e Lucio Vero della fine del II secolo. In età tardo-antica i modelli educativi tradizionali vengono fortemente condizionati dalla religione cristiana che, però, riesce ad utilizzare la cultura pagana per diffondere la sua dottrina. I Cristiani adottarono il Vecchio Testamento ebraico, già tradotto dal greco almeno dal II o III secolo a.C., al quale si aggiunsero i quattro Vangeli ufficiali, gli Atti degli Apostoli, le Lettere degli Apostoli e l'Apocalisse. Una nuova serie di riforme furono poi portate a termine una volta divenuto unico Augusto, subito dopo la sconfitta definitiva di Licinio nel 324. [43] I due titoli potevano tuttavia essere riuniti in una sola persona, tanto che in questo caso la denominazione della carica si trasformava magister peditum et equitum o magister utriusque militiae[44] (carica istituita verso la fine del regno, con due funzionari praesentalis[30]). [101] Nonostante ciò la violazione dell'Urbe sconvolse il mondo antico, ispirando il De civitate Dei di Sant'Agostino, che si chiedeva come Dio avesse potuto permettere una profanazione così inaudita. Paolo di Tarso toccò Siracusa, Reggio Calabria e Pozzuoli prima di arrivare a Roma, dove venne martirizzato nel 67. Il processo di dissoluzione dell'impero mondiale di Roma rappresentò senza dubbio un momento di metamorfosi radicale, uno … Costantinopoli, pur non riuscendo mai ad eguagliare Roma in numero di abitanti (Cameron 1996, p. 32), fu, dal punto di vista economico, molto più vivace di quest'ultima. Negli anni successivi, si ebbero la costruzione di San Paolo fuori le mura (iniziata nel 384 per intervento diretto degli imperatori cristiani Valentiniano II, Teodosio I e Arcadio) e di Santa Maria Maggiore (iniziata intorno al 420). Il sistema tetrarchico non venne più restaurato. La riforma monetaria di Diocleziano, vide anche la creazione di una nuova serie di zecche imperiali dopo quelle sorte durante il precedente periodo dell'anarchia militare. Da queste dipendevano poi le Diocesi, in tutto dodici, rette dai Vicarii, nelle quali erano raccolte le provincie, con a capo funzionari imperiali con il rango di correctores o presides. Vi è da aggiungere che la vera e propria riforma dell'esercito, nelle sue gerarchie di comando e nella sua struttura interna (dalla formazione di nuove unità, a quella di nuove tipologie di funzionari), fu inaugurata non tanto da Diocleziano, ma da Costantino I e proseguita dai suoi successori. L'arte costantiniana, che si colloca nel IV secolo durante il dominio dell'imperatore Costantino I (indicativamente dal 312) al 337), rappresentò l'affermazione dello stile plebeo nell'arte ufficiale anche prodotta da Senato, soprattutto a partire dal fregio dell'Arco di Costantino. I Dioscuri delle Terme di Costantino (315), ora in piazza del Quirinale. Una certa discordanza di dottrine a culti era naturale in un territorio così vasto e influenzato da molteplici culture, e si era manifestata fin dal I secolo, ma non era nuova per esempio anche per l'ebraismo. Gli imperatori furono costretti, specialmente nelle province danubiane, a chiamare popolazioni barbariche per ripopolare le campagne. In virtù dei cambiamenti intercorsi in epoca tardo-antica, la Chiesa diventerà un'importante protagonista della successiva storia medievale, sia come comunità religiosa, sia come potenza politica. Per dare l'idea della loro maestosità, è sufficiente ricordare che il colonnato semicircolare dell'attuale piazza della Repubblica (già piazza Esedra), realizzato alla fine dell'Ottocento da Gaetano Koch, ricalca esattamente l'emiciclo dell'esedra delle Terme. Vista esterna Mausoleo di Santa Costanza, figlia di Costantino I (del 350). Nessuno riuscì a risolvere il problema, anzi, i Persiani conquistarono la Siria, mentre la Dacia andava perduta. La vera novità fu rappresentata dalla moltiplicazione delle capitali imperiali, abbellite con importanti monumenti, spesso eretti in una sorta di competizione tra i vari imperatori. L'Occidente era infatti più lontano dalle grandi correnti commerciali del resto del mondo, il ceto medio contadino si era andato impoverendo e la struttura sociale era polarizzata tra classi molto abbienti ed altre poverissime, con i ceti medi urbani che non avevano la stessa consistenza numerica ed influenza che in Oriente. Confini precisi del periodo sono tuttora oggetto di dibattito, anche se, tendenzialmente, sono compresi fra il III e il VI secolo d.C., e cioè dall'estinzione della dinastia dei Severi (o, secondo altri, dall'ascesa al potere di Diocleziano), fino all'età di Giustiniano, in cui si realizzò l'ultimo serio tentativo di Restauratio Imperii, ovvero di ripristinare l'Impero romano in Europa occidentale. Le attività nelle città iniziarono a languire, le persone a spostarsi nelle campagne in cerca di cibo e rifugio, dove entravano spesso nelle villae fortificate, in uno stato di semi-schiavitù da parte dei latifondisti, in cambio della sicurezza assicurata dai piccoli eserciti privati. [31] Le scene raccontano le principali vicende della guerra contro Massenzio: la partenza da Milano, l'Assedio di Verona, la battaglia di Ponte Milvio, l'ingresso a Roma e le due già citate scene di cerimonia pubblica. La Chiesa non amava molto queste espressioni, perché estremizzavano la fede dando spesso origine a deviazioni dottrinali ed a attriti con la società. Il primo fu quello convocato ad Arelate (Concilio di Arles), in Francia nel 314, che confermò una sentenza emessa da una commissione di vescovi a Roma, che aveva condannato l'eresia donatista, intransigente nei confronti di tutti i cristiani che si erano piegati alla persecuzione dioclezianea: in particolare si trattava del rifiuto di riconoscere come vescovo di Cartagine Cipriano, il quale era stato consacrato da un vescovo che aveva consegnato i libri sacri. Statua di Costantino I proveniente dalle terme di Costantino, oggi in piazza del Campidoglio. L'incendio di Carino del 283, che aveva distrutto parte del centro cittadino, rese necessaria una ricostruzione, alacremente intrapresa, con i restauri al Foro di Cesare, alla Curia, al Tempio di Saturno, al teatro e ai portici di Pompeo. A Nicomedia in Bitinia, ad esempio, Diocleziano fece erigere senza dubbio edifici monumentali. Sala 4 - Età tardo antica . Le devastazioni dovute alle invasioni e le perdite territoriali determinarono una costante diminuzione del gettito fiscale con conseguente progressivo indebolimento dell'esercito romano. 6 Wickham, 2 0 5: 98. Tra questi i principali erano quelli legati alla Dea Madre (Cerere o Venere o Cibele) a Demetra (dea della fertilità e del ciclo della vita) e a Bacco. Con l'elezione di Diocleziano (284-285) si consolidò la normalizzazione interna dell'Impero iniziata con Aureliano. Gibbon (Capitolo XVII) narra che molti giovani si tagliarono le dita della mano destra pur di non essere arruolati. [36], «Infatti, per la previdenza di Diocleziano tutto l'impero era stato diviso […] in città, fortezze e torri. [19][20] Per questa ragione si ricorse sempre di più a contingenti barbarici, utilizzati dapprima come mercenari a fianco delle unità regolari tardo imperiali (legiones, vexillationes ed auxiliae), ed in seguito, in forme sempre più massicce, come foederati che conservavano i loro modi nazionali di vivere e fare la guerra. Ancora nel 325, convocò a Nicea il primo concilio ecumenico, che lui stesso inaugurò, per risolvere la questione dell'eresia ariana: Ario, un prete alessandrino sosteneva che il Figlio non era della stessa "sostanza" del padre, ma il concilio ne condannò le tesi, proclamando l'omousia, ossia la medesima natura del Padre e del Figlio. d.C. caddero in disuso in età tardo antica e l’area, esterna alle mura, fu poi occupata da una necropoli. Fra le tante emergono le Considerazioni sulle cause della grandezza dei Romani e della loro decadenza (Considérations sur les causes de la grandeur des Romains et de leur décadence, 1734) di Montesquieu, la Storia del Basso Impero (Histoire du bas-Empire) di Charles le Beau e, soprattutto, la monumentale Storia del declino e della caduta dell'Impero romano (History of the Decline and Fall of the Roman Empire, 1776-1789) dell'inglese Edward Gibbon. Ritrovamenti di tumuli con ricchi corredi in oro e metallo sono stati ritrovati dalla Siberia al Caucaso, dai confini con l'impero cinese all'Iran. Oggi è una chiesa sita in via Nomentana, all'interno del complesso monumentale di Sant'Agnese fuori le mura. In ogni sua parte le truppe erano pronte a opporsi agli invasori ed a respingerli.», Una conseguenza di questa trasformazione delle frontiere fu anche l'aumento della protezione delle nuove e vecchie strutture militari, che vennero adeguate alle nuove esigenze difensive (tale necessità non era così urgente nei primi due secoli dell'Impero romano, dedicati soprattutto alla conquista di nuovi territori). Per tutto il III secolo i segni di crisi si fecero sempre più evidenti: contrazione demografica, ristagno economico innescato dalla penuria di schiavi, guerre civili, scorrerie di barbari, brigantaggio nelle campagne e rivolte contadine (come quella delle bacaudae nelle Gallie). Il papa esercitava forse sin dall'inizio una qualche forma di controllo e solo a partire dalla metà del V secolo l'erezione di nuove chiese divenne una sua prerogativa. Se i primi due culti ricevettero larghi consensi anche a livello imperiale, l'ultimo venne proibito nel 186 a.C. per motivi di carattere morale e di ordine pubblico legati ai bacchanalia. The Get Right Band Recommended for you All'indomani della guerra gotica l'Italia, ridotta ormai ad un'economia di sussistenza, ospitava meno di metà della popolazione che possedeva in età augustea, mentre Roma, che ancora all'inizio del V secolo aveva con ogni probabilità una popolazione che oscillava fra i 700 000 e il milione di abitanti,[92] accoglieva entro le sue mura solo alcune decine di migliaia di residenti. Oltre al già citato Contra Symmachum, è autore di una serie di una serie componimenti poetici di natura apologetica o di carattere teologico fra cui una Psychomachia (Combattimento dell'anima), una Hamartigenia (Genesi del Peccato) ed un Liber Cathemerinon (Inni da recitarsi giornalmente). Fu fatto costruire nel 350, come proprio mausoleo, da Costantina, figlia di Costantino I, a ridosso della Basilica costantiniana, presso la sepoltura di sant'Agnese, della quale Costantina era una devota. Il Cristianesimo e le trasformazioni dei rituali funerari tra età romana e alto medioevo. La distanza sociale prima esistente tra lavoratori liberi e schiavi si era, infatti, ridotta notevolmente con l'istituzione del colonato: entrambi erano dipendenti nella stessa misura dal ricco proprietario del fondo agricolo. Data la crescente difficoltà a contenere le numerose rivolte all'interno dell'impero, nel 293 si procedette a un'ulteriore divisione funzionale e territoriale, al fine di facilitare le operazioni militari: Diocleziano nominò come suo Cesare per l'oriente Galerio e Massimiano fece lo stesso con Costanzo Cloro per l'occidente. Per Gibbon la decadenza dell'Impero ebbe inizio alla fine del secondo secolo, con Commodo, e si protrasse ininterrottamente fino alla scomparsa dell'Occidente romano. Al sacco seguì una certa flessione demografica, ma ancora attorno alla metà del V secolo sembra che Roma continuasse ad essere la città più popolosa delle due parti dell'Impero, con una popolazione non inferiore ai 650 000 abitanti. Riegl ebbe il merito di rivalutare l'arte romana del basso impero, respingendo il concetto stesso di decadenza del mondo tardo-antico e mettendo in evidenza i suoi legami con l'età successiva. Durante il regno di Teodorico venivano ancora restaurati gli edifici pubblici cittadini a cura dello stato. I resti delle terme furono distrutti con la costruzione di Palazzo Rospigliosi e con l'apertura della via. - Appare problematica, fino al momento della riorganizzazione socio-economica successiva alle guerre annibaliche, la distinzione di un'arte romana. Costantino, dopo aver ristabilito l'unità della carica imperiale, iniziò a curarsi della politica istituzionale, economica e politica dell'Impero. L’età tardo-antica e medievale. Negli ultimi decenni del Novecento alcuni storici hanno tentato di superare il dualismo invasioni - migrazioni, non accettando l'idea che vi fossero stati grandi spostamenti di popolazioni barbare o che tali popolazioni avessero una cultura molto diversa e incompatibile con quella tardo-antica romana. Sorsero così le chiese dei Santi Giovanni e Paolo, di San Vitale, di San Marco, di San Lorenzo in Damaso, di Sant'Anastasia, di Santa Sabina, di San Pietro in Vincoli, di San Clemente, di Santo Stefano Rotondo. Come altri tipi di conoscenze filosofico-religiose si diffuse in un primo tempo nelle grandi città portuali, per poi espandersi verso l'entroterra lungo le vie di comunicazione. A seguito delle guerre civili del III secolo era tornato in auge il ruolo strategico di Mutina: nel 312 Massimiano inserisce la città (con Verona e Aquileia) in un gruppo di piazzeforti che avrebbero dovuto fermare l’avanzata del rivale Costantino ed effettivamente la città appare fortificata anche nella rappresentazione della Tabula Peutingeriana, copia medievale di un itinerario attribuito al IV secolo d.C. Tutto il potere si concentrava nelle mani del maschio più anziano, il pater familias. e a centinaia si contavano i piccoli centri con una popolazione inferiore ai 20 000 abitanti, molti dei quali presentavano connotazioni tipicamente urbane. Tribunale di potenza Reg. L'Italia infine, che da tempo non rappresentava la regione più ricca dell'Impero, rimase in gran parte al margine della ripresa del IV secolo. Un secondo fattore che comportò la crisi commerciale, invece, furono le continue incursioni barbariche e lo sviluppo del brigantaggio, che provocarono gradualmente la chiusura dei circuiti commerciali mediterranei, a loro volta tendenti a circoscriversi progressivamente in aree più ristrette. Interno di Santa Maria degli Angeli (Basilica delle ex-tepidarium delle terme di Diocleziano). Edited by Alberto Camplani. Filippo l'Arabo, imperatore proveniente dalla recentemente annessa Arabia, una delle regioni dell'impero quindi meno romanizzate, si trovò a dover festeggiare il primo millennio di storia romana nel 248. Il primo a smentire un'agricoltura in crisi nel IV secolo fu l'archeologo Tchalenko alla fine degli anni cinquanta: lo studioso scoprì nei pressi di Antiochia dei ruderi appartenenti a villaggi un tempo popolati da una popolazione di contadini abbastanza abbienti da potersi permettere case di ottima qualità; l'analisi dei resti permisero di ricavare che la popolazione di quei villaggi aveva raggiunto il massimo della sua prosperità proprio all'inizio del IV secolo, mantenendoli fino al VII secolo senza mai declinare. Paper n.p. L’ORGANIZZAZIONE MILITARE DELL’IMPERO ROMANO IN EPOCA TARDO-ANTICA. Veduta del grande complesso delle terme di Diocleziano (inaugurate nel 306). La nuova organizzazione politico/militare descritta dalla Notitia Dignitatum fu certamente il frutto di una lunga evoluzione durata circa un secolo, dalle dodici Diocesi di Diocleziano, passando attraverso il sistema costantiniano, per concludersi con la definitiva divisione dell'Impero romano in Occidentale ed Orientale voluta da Teodosio I ed in tredici diocesi. Nel 397 Arcadio, imperatore d'Oriente, diede impulso alla demolizione dei vecchi templi ed anche in occidente si ebbero delle devastazioni, ma mai incoraggiate dall'autorità. Di età barocca è invece il saggio di Ugo Grozio, Commentatio ad loca quaedam quae de Antichristo agunt aut augere putantur (1640) in cui il giureconsulto olandese vedeva nei vangeli apocrifi di Giovanni una premonizione della ribellione dei popoli federati contro l'autorità imperiale che, iniziata durante il regno dell'imperatore Onorio, avrebbe in pochi decenni travolto il mondo romano. Dopo una fase risalente al primo impero, nel II secolo la villa subì una radicale trasformazione ad opera di Erode Attico che la inglobò nel suo Pago Triopio. Il blocco centrale misurava 250 x 180 m e potevano accedere al complesso fino a tremila persone contemporaneamente. Facebook . In quell'epoca Roma continuò ad essere il centro della tradizione e della cultura dell'Impero anche quando la corte si trasferiva prima a Milano, poi a Ravenna,[8] anzi, fu allora che venne forgiato il mito di Roma. Analogamente conferì all'"esercito di confine" una connotazione più peculiare: le unità che lo costituivano furono definite limitanee (stanziate lungo i limes) e riparienses (operanti lungo i fiumi Reno e Danubio) (in epoca teodosiana alcune di esse furono rinominate pseudocomitatenses quando trasferite nell'"esercito mobile").