La storia dell’inclusione scolastica non può essere disgiunta dalla scuola italiana. Un alunno con disabilità su tre è di fatto escluso dalla Didattica a Distanza: o perché si è rivelata inefficace (26,2%) o perché la DaD non era nemmeno ipotizzabile (10,3%). Non si tratta di una semplice variazione, ma di un rimando a scenari educativi molto diversi. Come dice Don Milani: “La scuola ha un problema i ragazzi che perde. L’inserimento è un numero in più nel registro, presuppone una dinamica di questo tipo: L’inserimento si sostanzia nella coesistenza nello stesso luogo fisico, non pone interesse alla qualità degli scambi relazionali tra i soggetti compresenti. Elenco dei Webinar su "Didattica a distanza e inclusione", Sportello CTS. Nel 1975 il documento della commissione presieduto dalla senatrice Falcucci enuncia i principi basilari di quella che ora chiamiamo scuola inclusiva: la collegialità, il protagonismo della famiglia, la gestione integrata dei servizi, la formazione degli insegnanti. My aim, both in practice and research, is to create an inclusive and personalized approach in learning activities; to support students in gaining basic skills and in their placement. In questo senso, ad esempio il tempo o il livello di formazione sono una risorsa strumentale. Si impone, a questo proposito, la precisazione rispetto a cosa s’intende per risorsa in questa indagine. Con due insegnanti la classe ha potuto essere facilmente divisa in gruppi e sottogruppi, non è più un monolite inattaccabile, si è potuto essere più vicini agli alunni, sia in senso didattico che psicologico, si sono rotte le barriere dell’aula, conquistando contesti facilitanti, si è riusciti meglio anche a intervenire sulle problematiche comportamentali in modo più preventivo o almeno più precoce, il gruppo classe ha fatto meno paura, ed è stato più gestibile. È una scuola che sa rispondere adeguatamente a tutte le diversità individuali di tutti gli alunni non soltanto a quelle degli alunni disabili o con BES, una scuola che non pone barriere, anzi valorizza le differenze individuali di ognuno e facilita la partecipazione sociale e l’apprendimento; una scuola fattore di promozione sociale, davvero attenta alle caratteristiche individuali, sia nel caso delle difficoltà che nel caso della variabilità “normale” ed eccezionale. il ruolo dell’insegnante di sostegno come insegnante complementare nella progettazione pedagogica e la conduzione didattica. 70 inDicazioni per il curricolo che non produca anni e anni di precariato, adeguare gli standard di produttività e di retribuzione, attrezzare le scuole, metterle in sicurezza, abbellirle oppure soltanto risanarle, responsabilizzare i dirigenti, ecc. Verso l’inclusione scolastica, oggi anche con la LIM Nel cammino verso una Scuola davvero inclusiva, un cammino lungo e diffi cile, anche per una Scuola, come quella italiana, che da quasi quarant’anni pratica l’integrazione scolastica degli alunni con disabilità, credo che l’uso della Lavagna Interattiva Multimediale (LIM) pos- Di interesse per la presente ricerca, però, è il piano del valore strumentale dell’inclusione, cioè della presenza attiva dell’alunno “diverso” in classe. Il riconoscimento della diversità come valore e delle differenze come risorsa, lancia una sfida al tradizionale ruolo del docente specializzato per il sostegno, che in questa realtà scolastica evolve nell’innovativa figura di co-docente, ampliando l’orizzonte inclusivo a un contesto competente di sostegno. Il soggetto “integrato” riceve dal gruppo e a sua volta dà qualcosa al gruppo stesso. “Non è la più forte, ma solo la più facile ed allettante” (Cutrera). Si è introdotto, in forma sperimentale un modello di classificazione secondo l’International Classification Functioning (ICF) che propone una visione nuova del concetto di salute, intesa come globale benessere bio-psico-sociale della persona. L’offerta formativa viene calibrata sull’unicità che caratterizza il bisogno di ciascun ragazzo. L’organizzazione precede ed è prevalente rispetto all’attuazione. Una risorsa ha valore strumentale quando è utile e serve a raggiungere un fine-un obiettivo ritenuto desiderabile. Negli anni ’70, caratterizzati dalla contestazione, si mette sotto accusa la scelta di corsi separati e anche la scuola muove i primi passi verso un’apertura progressiva all’accoglienza. La Direttiva presenta alcune criticità che sono state in gran parte affrontate dalle circolari e note applicative che hanno seguito l’emanazione della Direttiva: L’iter normativo presentato mostra come la scuola italiana si proponga di essere una scuola inclusiva, dove cioè il Diritto all’istruzione è  inteso come diritto che deve essere riconosciuto a tutti, che si fonda su valenze di tipo pedagogico e sociale che prevedono anche un approccio che può e deve essere “personalizzato”. Se l’integrazione è uno stato, l’inclusione è un processo, una cornice entro cui tutte le condizioni possono essere valorizzate, rispettate e fornite di opportunità a scuola. I campi obbligatori sono contrassegnati *. ), Insegnare e comunicare con la Lavagna Interattiva Multimediale (LIM), l’e-book e i contenuti digitali (corso di perfez. “Far ripetere l'anno allo studente con disabilità non è una soluzione e crea grandi difficoltà. PhD at Università di Bergamo in Human Capital Formation and Labour Relations, I got my degree at Università Cattolica in Pedagogy for disability and marginality; I am Case Manager (master at Università Cattolica). L'Inclusione scolastica è un processo finalizzato a realizzare il diritto allo studio di tutti gli alunni... con disabilità, con disturbi specifici di apprendimento, ... (Ianes) Bes: categoria politica Bisogni Educativi Speciali e scuola inclusiva > Bes: categoria politica. Non si applicano verifiche standardizzate, ma un’osservazione personalizzata che valuta il processo e non il risultato. Ma è con la legge 5 giugno 1992 n. 104 “Legge Quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate”, che si elevano a rango di norma i principi della collegialità e della interistituzionalità. Attraverso l’analisi dell’esperienza in atto nella scuola Oliver Twist di Como, l’articolo evidenzia quali siano gli elementi distintivi di buone prassi inclusive che, muovendo dall’integrazione dei ragazzi disabili, portano al raggiungimento del successo formativo di tutti. Infatti l’organizzazione ideale del sostegno si declina nella contitolarità che genera corresponsabilità dell’insegnamento, nella collegialità che porta a fare squadra; nella collaborazione che presuppone una visione comune e nell’aiuto reciproco. Infatti, credere nel valore dell’inclusione delle differenze, ha portato ogni docente a riflettere a fondo sui processi di apprendimento di ogni alunno: “come l’altro apprende?”. L’insegnante sa e l’alunno deve apprendere quello che ha detto il docente. Nel rispetto del provvedimento emanato, in data 8 maggio 2014, dal garante per la protezione dei dati personali, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Chi era senza basi, lento, svogliato si sentiva il preferito. In questo articolo verrà affrontato il tema dell’inclusione scolastica, chiave del successo formativo per tutti. Come sostiene il pedagogista Giuseppe Bertagna, “la valutazione, nelle sue varie forme, se intende rimanere educativa, è un processo, non uno stato;  un percorso, non un traguardo;  un passaggio, non un luogo;  in questo senso, non è un momento autonomo  e separato dal processo educativo,  quasi dovesse svolgersi quando esso è concluso,  magari per condannarlo od osservarlo,  ma è una modalità costante del suo svolgersi”. Servizio di consulenza telefonica “A scuola con voi”, Sportello Federazione Nazionale delle Istituzioni Pro Ciechi, MI. In questo orizzonte di senso, il modello ICF permette la lettura dei bisogni educativi speciali degli alunni mantenendo un riferimento antropologico comune a tutti, capace di offrire una preziosa base inclusiva. Insegnami nel modo in cui io imparo”. L’inclusione è un tema complesso che necessita di riflessione, applicazione e ricerca continue. il lavoro in équipe come docenti che co-progettano, programmano insieme, documentano l’attività didattica e valutano con dei dispositivi condivisi . L’inclusione come risorsa ha evidenziato la necessità di conoscere sempre meglio gli alunni. Inclusione scolastica, “priorità è ritorno in classe. Le ricadute sono rilevanti anche in ambito educativo: richiedere al diverso di normalizzarsi porta a ritenere che sia l’alunno a non riuscire a seguire il programma scolastico, piuttosto che chiedersi se quel programma è adatto o adattabile all’alunno! L’ICF correlando la condizione di salute con l’ambiente propone un metodo di misurazione della salute, delle capacità e delle difficoltà nella realizzazione di attività che permette di individuare gli ostacoli da rimuovere o gli interventi da effettuare perché l’individuo possa raggiungere il massimo della propria auto-realizzazione. Il monito sia chiaro: più scuola per chi ha una disabilità”. Si parla infatti di Bisogni Educativi Speciali. Sono copyright dei rispettivi autori/agenzie/editori. Per Ianes (2006, pp. L’azione di maternage e di scaffolding, nell’accompagnamento durante le diverse fasi del percorso formativo dei ragazzi, ha contribuito allo sviluppo dell’autonomia di ciascuno. ’53) che sanciscono il periodo storico della segregazione. Veniva accolto come voi accogliete il primo della classe. Per l'inserimento dei disabili nella società di tutti, Discomunicazioni. Ha ampliato l’indagine conoscitiva introducendo l’uso innovativo del modello ICF. Una guida pratica alla stesura (Utet), Scheda. La Qualità della scuola si misura sulla sua capacità di sviluppare processi inclusivi di apprendimento, offrendo risposte adeguate ed efficaci a tutti e a ciascuno. Nella prospettiva dell’ICF, la partecipazione alle attività sociali di una persona con una disabilità, di qualunque tipo sia, è determinata dall’interazione della sua condizione di salute (a livello di strutture e di funzioni corporee) con le condizioni ambientali, culturali, sociali e personali (fattori contestuali), in cui essa vive. IANES D., Qualche spunto di riflessione su integrazione, inclusione, disabilità e Bisogni Educativi Speciali, “L’integrazione scolastica e sociale”, n. 8/5, 2009 Ianes D., L’evoluzione dell’insegnante di sostegno, Nuova Edizione, Trento, Erickson, 2015 La co-docente condivide con l’intero Corpo Docente, ruolo, responsabilità, decisioni, non solo in merito ai disabili, ma anche ai ragazzi con DSA e con BES. 275/99 che viene sancito il diritto per tutti al successo formativo, la Legge di Riforma n. 53/03 si spinge ancora oltre, sottolineando il diritto di tutti gli alunni alla personalizzazione dei percorsi di apprendimento. Edison - A. Volta” - Venezia, 15 Ottobre 2009 - Simulando. Quale Qualità dell’integrazione scolastica: dimensioni e indicatori Andrea Canevaro e Dario Ianes L’integrazione scolastica degli alunni disabili: a qualcuno potrebbe sembrare strano, ma è forse il tema di vita scolastica che, ancora oggi, attira e movimenta di più il mondo degli insegnanti, al di là Piattaforma on line per la compilazione del Profilo di Funzionamento e PEI su base ICF, SOFIA ICF. Legge 118/1971 • È la prima normativa che cita l’edu azionenella scuola ordinaria degli alunni con disabilità con riferimento agli invalidi civili (art. Le idee, Raffaello Cortina, Milano, 2008, Recalcati M. , L’ora di lezione, Torino, Einaudi, 2014, Giacomo Cutrera, Vicepresidente dell’AID-Associazione Italiana Dislessia https://sites.google.com/site/giacomocutrera/slide-6. In questo senso, la trasformazione della didattica e della metodologia al fine di assicurare il successo formativo di particolari “categorie” di alunni può diventare occasione di miglioramento generalizzato della qualità del fare scuola. TRATTAZIONE ECCELLENTE, CHIARA ED ESAUSTIVA MI è STATA DI GRANDE AIUTO, Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. Dunque la scelta italiana rispetto all’inclusione della disabilità nella scuola comune ha aperto la strada a tutte le altre forme di inclusione. trasformare la complessità delle differenze da problema a risorsa capace di indurre elementi di qualità nella scuola. l’inclusione può essere risorsa, cioè il fulcro di un movimento evolutivo verso la Qualità del fare scuola quotidiano per tutti gli alunni? L’azione inclusiva, in Cometa, è sentita come compito di tutti gli operatori del sistema scolastico. Sembrava che la scuola fosse tutta solo per lui. Quindi è una progettazione e non una programmazione perché nel programmare si ha  una visione didattica verticale già stabilita, una sorta di addestramento, con obiettivi da raggiungere, tempi da rispettare, adatti a tutte le classi. È co-docente/figura di sistema come recita la Legge 107 del 2015 “La Buona Scuola” in quanto svolge, come docente specializzato, la funzione di facilitatore dei processi inclusivi. È in sostanza il passaggio da un approccio individuale ad uno socio-relazionale nello studio della disabilità, dei deficit e dei disturbi. Questa presenza, talvolta scomoda, sempre impegnativa, è un valore strumentale in quanto favorisce il raggiungimento di importanti obiettivi: il successo formativo e il miglioramento del fare scuola quotidiano. In quest’ottica, la finalità è quella di portare il diverso a normalizzarsi il più possibile, anche se questo nega la differenza in nome di un ideale di uniformità non sempre raggiungibile. Percorsi didattici di educazione psicomotoria ed espressiva, Firenze, Boso Editore, 2003, Bertagna G., Valutare tutti valutare ciascuno. Libri di testo online, accessibilità ‘for all’ e gerarchia delle fonti, La circolare sull’adozione dei libri di testo, le allegre compagnie di editori e le responsabilità dei dirigenti, Introduzione: l'informatizzazione nelle scuole di Daniele Checchi e Tullio Jappelli, La LIM e la scuola di Patrizia Cocchi ed Emiliana Murgia, Tecnologie informatiche e didattica: una sfida aperta di Michela Braga, L’uso degli eBook a scuola di Francesco Scervini, E-learning e formazione degli adulti di Daniele Checchi, USR Lazio. Dario Ianes Il termine "integrazione" scolastica è stato ormai sostituito dal termine "inclusione", intendendo con questo il processo attraverso il quale la scuola diventa un ambiente che risponde ai bisogni di tutti i bambini, in particolare dei bambini con bisogni educativi speciali. la preparazione dell’insegnante curriculare nell’affrontare le tematiche relative alla pedagogia speciale e alla didattica inclusiva. Piattaforma on-line per la redazione del PEI su base ICF, ICF APPLICAZIONI. ), Handimatica 2010 (Bologna, novembre 2010), ABCD, il salone italiano dell'educazione (Genova, novembre 2010), Cultura senza barriere (Padova, febbraio 2010), Tecnologia e inclusione (Genova, gennaio 2010), Handimatica continua (Bari, novembre 2009), Atti del Convegno Europeo "Realtá Virtuale nella formazione e come ausilio ai disabili", Bologna, 13-15 maggio 1994, TD 5 Computer Apprendimento Disabilità (free), Dar voce al web. La Direttiva 27 dicembre 2012: “Strumenti di intervento per alunni con Bisogni Educativi Speciali (BES) e organizzazioni territoriali per l’inclusione scolastica”, sottolinea il fatto che in ogni classe sono presenti alunni che richiedono una speciale attenzione per una serie di ragioni che non si esauriscono nella presenza esplicita di deficit che diano luogo ad una certificazione ai sensi della L. 104/92. b. Inserimento, integrazione, inclusione: prospettiva pedagogica. Una prospettiva pedagogica, Brescia, Editore La Scuola, 2004, Betto F., De Masi D, Non c’è progresso senza felicità, Milano, Rizzoli, 2004, De Anna L., Aspetti normativi dell’inserimento sociale degli handicappati in Italia e all’estero, Tempinuovi, Roma, 1983, De Anna L., Pedagogia Speciale, Roma, Carocci Editore, 2014, De Anna  L., Gaspari P., Mura A., L’insegnante specializzato, Milano, Franco Angeli, 2015, D’Alonzo L., Pedagogia speciale. Il nuovo PEI in prospettiva bio-psico-sociale ed ecologica (Erickson), Scheda. Ianes D. e Demo H. (2009), Riconoscere i Bisogni Educativi Speciali su base ICF e progettare risorse efficaci e inclusive, in: L’integrazione Scolastica e Sociale, 8/5, Erickson, Trento, pp.474-484 Ianes D. (2009), Qualche spunto di riflessione si integrazione, inclusione, disabilità Nelle classi la presenza di alunni con disabilità certificata è una realtà variegata, inoltre, accanto a questi, sono presenti anche allievi con Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA), con situazioni psicosociali e/o familiari problematiche, ragazzi con comportamenti complessi da gestire, o figli di stranieri. Il termine fa riferimento ad un processo additivo, in base al quale si “aggiunge” un soggetto in più ad un gruppo, con il sottointeso intento di fare in modo che questi riesca in qualche modo ad adattarsi al “funzionamento” del resto del gruppo. Piano di Colao carente” Dario Ianes (ed. La Direttiva MIUR del 27 dicembre 2012 interviene in maniera decisa nella direzione del richiamo alla forte responsabilità della scuola nei confronti della “cura educativa” verso gli alunni che si trovano, temporaneamente o permanentemente, in questa condizione, indicando una serie di stringenti misure di intervento, al fine di assicurare percorsi di formazione adeguati ed efficaci per promuovere il successo formativo di ciascuno. La “cura educativa” nei confronti dell’alunno disabile si esplica in un percorso formativo individualizzato, al quale partecipano più soggetti istituzionali, privilegiando l’aspetto del potenziamento dell’apprendimento e dell’autonomia, ben oltre la semplice “istruzione”. il ruolo dinamico e progettuale del Dirigente Scolastico. La complessità delle classi necessita di più risorse, la co-docente di sostegno è una di queste risorse. Nel luglio 2011, allegate al D.M. Una grande occasione di confronto a Rimini. L’integrazione presuppone il fatto che l’alunno “diverso” guadagni qualcosa nel contesto dei “normali”, ma a sua volta anche i compagni abbiano qualcosa da ricevere. La Qualità dell’ “inclusione scolastica” di Rosa Stornaiuolo. Tuttavia, la loro attuazione si realizza in un clima di dibattito e contrasti anche accesi, accompagnati da un 3) Sperimentazione: metodologia, azioni sviluppate, risultati, prospettive future. Cometa, a place to grow and to become yourself. L‟inclusione scolastica e i “bisogni educativi speciali” p. 134 “ ... gli indici di inclusione 1 Ianes D. (2006), La speciale normalità. L’alunno “diverso” interroga ogni giorno e ogni giorno chiede qualità. 11, Libri di testo: le occasioni perdute del Ministero dell'Istruzione, Una cultura accessibile non può fare a meno di materiali tecnicamente accessibili, La beffa dell'adozione dei libri di testo per l'anno scolastico 2012/2013, La beffa dell'adozione dei libri di testo 2. organizzazione territoriale per l’inclusione scolastica”. La disabilità viene dunque intesa come la conseguenza o il risultato di una complessa relazione tra la condizione di salute di un individuo, fattori personali e fattori ambientali che rappresentano le circostanze in cui egli vive. Verso gli alunni ha condotto un’osservazione sistematica degli assi di sviluppo, nella consapevolezza che i dati raccolti sono costantemente soggetti a rapidi cambiamenti, poiché “studiare lo sviluppo significa studiare la trasformazione continua dell’individuo nella sua globalità e nel suo divenire”. Ma se, osservandolo meglio, si accorge che è una vite, allora si servirà dello strumento adatto: il cacciavite per farla entrare nel legno, e noterà subito che la vite funziona benissimo!” Le diversità hanno bisogno di strumenti opportuni e metodi flessibili. Verrà distribuito ai 4mila partecipanti all’XI Convegno “La qualità dell’inclusione scolastica e sociale”, che apre domani a Rimini. Manifestazione di disponibilità a sostenere le iniziative di supporto per l’inclusione a distanza di alunni con disabilitÃ, Regione Lazio. Giacomo Cutrera, vice-presidente dell’AID_ Associazione Italiana Dislessia, usa una metafora efficace per spiegare l’imprescindibilità dell’uso di una didattica flessibile. migliorare la capacità di  relazione educativo-affettiva  e di negoziazione, punto nodale per favorire la crescita del benessere in classe; sviluppare la fermezza della flessibilità per il rispetto delle regole; utilizzare con più sistematicità nelle attività d’aula la didattica laboratoriale per l’acquisizione delle competenze teoriche di base; cercare spazi temporali per programmare e pianificare i lavori collegialmente; usare nei confronti dei ragazzi una valutazione formativa e non sommativa, analizzare l’organizzazione scolastica complessiva con l’aiuto. La didattica necessariamente si trasforma in didattica personalizzata adattandosi ai bisogni di ciascuno. Inizialmente si parlava di “inserimento” dei disabili nella scuola comune. Ianes propone questa visione complessiva, delle tre dimensioni dell’agire pedagogico e non solo, strettamente unite: l’integrazione, l’inclusione e la full inclusion. La cura della relazione affettiva con gli allievi da parte della co-docente ha favorito l’accrescimento di rapporti empatici e di fiducia in se stessi. L’area dello svantaggio comprende situazioni in cui sono presenti disturbi specifici di apprendimento, disturbi evolutivi specifici, disturbi dell’attenzione e iperattività, difficoltà causate da appartenenze culturali e linguistiche diverse…. 15 modificato dall’art. Finché non aveva capito, gli altri non andavano avanti”. Dario Ianes. Quanto detto risponde in modo positivo ed efficace alla prima domanda, l’inclusione è il fulcro di un movimento evolutivo verso la qualità del fare scuola quotidiano per tutti gli alunni. Quindi non si tengono più lezioni frontali nelle quali si impartiscono nozioni da imparare, ma l’insegnamento si adatta agli stili cognitivi di ogni alunno; non si propongono più esercizi interminabili e uno studio mnemonico, ma le lezioni vengono esemplificate secondo una concretizzazione della didattica e non attraverso un’automatizzazione dei concetti. L’idea di inclusione invece non si basa sulla misurazione della distanza che c’è tra il livello dell’alunno diverso e un presunto standard di adeguatezza, ma sul riconoscimento della rilevanza della piena partecipazione alla vita scolastica di tutti i soggetti. la formazione continua è sentita come necessaria per la conoscenza più ampia delle differenze e dei bisogni di ciascuno; il corpo docente ha sviluppato maggior coesione nella. Dario Ianes La Speciale normalità Strategie di integrazione e inclusione per le disabilità e i Bisogni Educativi Speciali Erickson, 2006 pp.184 Prezzo: € 15,00 Per realizzare una buona qualità dell’integrazione scolastica degli alunni con disabilità e un’efficace azione inclusiva per i molti più alunni con Bisogni Educativi Speciali

Comune Di Bergamo, Capo Stato Maggiore Esercito, Bandiera Tedesca Emoji, Viale Giorgio Ribotta 5 Roma, 11 Aprile Chi è Nato, Regio Esercito Divisioni, Punteggio Calcio Serie A, Sampdoria Juventus 1990 91, Chi è Il Presidente Del Consiglio Dell'unione Europea, Canzoni Indie Amore 2020, Mattarella Discorso Stasera,