Per il fatto di essere stato il primo dei martiri cristiani, la sua festa liturgica si celebra il 26 dicembre, cioè immediatamente dopo il Natale che celebra la nascita di Cristo. La canonizzazione sarebbe avvenuta per ordine del papa Gregorio VII e alla presenza di un suo legato. Allora i dodici apostoli, riunirono i discepoli dicendo loro che non era giusto che essi disperdessero il loro tempo nel “servizio delle mense”, trascurando così la predicazione della parola di Dio e la preghiera. Preghiera a Santo Stefano del Lupo . Venerato da. 26 dicembre † Gerusalemme, 33 o 34 ca. In suo ricordo, nel 1764, l'imperatrice Maria Teresa, che era anche regina d'Ungheria, istituì l'Ordine reale di Santo Stefano d'Ungheria. Gli Atti degli Apostoli, ai capitoli 6 e 7, narrano i suoi ultimi giorni: qualche tempo dopo la Pentecoste, il numero dei discepoli andò sempre più aumentando e sorsero anche dei dissidi fra gli ebrei di lingua greca e quelli di lingua ebraica, perché secondo i primi, nell’assistenza quotidiana, le loro vedove venivano trascurate. Stefano contrastò le usanze pagane, mise fine all'ancestrale nomadismo degli Ungari[6], e favorì la diffusione del Cristianesimo con numerose leggi, tra cui quella che aboliva l'antico alfabeto runico magiaro e rendeva il latino lingua ufficiale. Nel 2000 Stefano è stato canonizzato anche dalla Chiesa ortodossa, primo nuovo santo ad essere dichiarato tale da Cattolici e Ortodossi dopo lo scisma delle due chiese. La cattedrale, oltre che a Santo Stefano, è dedicata anche a San Lorenzo. Santo Stefano, sapiente nello Spirito Santo, prega per noi. Figlio del capotribù magiaro Géza, ancora essenzialmente pagano (sua madre era pecenega, uno dei vari popoli di lingua "turca"), e di Sarolta, figlia di Zombor gyula, reggente della Transilvania[2], nacque nella città di Strigonio (Esztergom). Patronato Santo Festa; agenti di custodia: s. Atanasio vescovo: 15 luglio: s. Ippolito: 13 agosto: agricoltori: s. Benedetto: 11 luglio: s. Isidoro Agricoltore: 15 maggio Pietro_da_Cortona_-_Il_martirio_di_Santo_Stefano. Santo Protettore della Diocesi di Prato, al quale è intitolata anche la cattedrale, è Santo Stefano. La data e il papa che lo canonizzò non sono fatti casuali: la scelta di canonizzare un re che si era opposto al tentativo di Corrado II del 1030 di conquistare l'Ungheria, avvenne infatti nel pieno delle lotte per le investiture.[1]. Seguirono nove anni di instabilità finché il cugino di Stefano, Andrea I venne incoronato re d'Ungheria nel 1047. Anche la Chiesa ortodossa ricorda il santo in questa data. Tante immagini, frasi e foto raccolte per te, vedile subito e condividi le più belle! Senza aver scelto un erede, Stefano morì ad Albareale (Székesfehérvár) (una città da lui fondata nell'Ungheria centrale) nel giorno della festa dell'Assunta e là fu sepolto. A rafforzare l'interpretazione che le due corone siano oggetti distinti, vi è sia il fatto che si hanno notizie sull'uso dell'altra corona solo a partire dal XIII secolo, sia la fattura di quest'ultima non esattamente in linea con i canoni sacri (la croce che sormonta la corona è fissata con un chiodo che trafigge la figura del Cristo e gli apostoli non sono disposti nel corretto ordine). Per l'occasione papa Silvestro II inviò a Stefano una magnifica corona d'oro e pietre preziose, accompagnandola con la croce apostolica ed una lettera di benedizione, riconoscendo così ufficialmente Stefano come il re cristiano d'Ungheria. La Chiesa Cattolica celebra la festa di Santo Stefano il 26 dicembre, laddove la Chiesa ortodossa lo festeggia il 27 dicembre.La celebrazione liturgica è stata fissata subito dopo Natale in quanto nei giorni immediatamente successivi alla nascita di Cristo vengono ricordati i primi martiri e tutti coloro che furono vicini al Salvatore durante la sua avventura terrena (i comites Christi). Considerato un eroe nazionale ungherese una sua statua è stata posta nel colonnato della Piazza degli Eroi in Budapest. Quale dei profeti i vostri padri non hanno perseguitato? Anche nel mondo cattolico, esemplato dalla Francia e dalla Croazia, egli è santo patrono nazionale ed il suo culto, oltre a dare maggior continuità alla celebrazione liturgica del Natale è mero precetto liturgico. (Papa Benedetto XVI) Santo Stefano, ovvero quando niente è più come prima. È attestata anche la traslazione di alcuni resti mortali del santo (frammento del cranio) nella cittadina di Putignano (Bari), traslazione compiuta dall’abbazia di Monopoli al fine di preservarle dai concreti rischi delle scorribande saracene: le connotazioni temporali, quelle dell’anno 1394, danno anche origine al Carnevale della cittadina pugliese. Stefano sarebbe appartenuto ad una etnia turca (e avrebbe quindi parlato anche una lingua turca)[4]. Militello Rosmarino : san Biagio martire . È considerato il santo protettore dei diaconi e dei fornai; i suoi simboli sono le palme e le pietre. Santo Stefano, pieno di fede, prega per noi. Da qui le reliquie di Stefano cominciarono a spargersi per il mondo conosciuto di allora: una piccola parte fu lasciata al prete Luciano, che a sua volta le regalò a vari amici; il resto fu traslato il 26 dicembre 415 nella chiesa di Sion a Gerusalemme. Informativa sulla Privacy - Cookie Policy© 2020 La corona rimase custodita nei sotterranei del Vaticano fino all'inizio del XVI secolo quando se ne perse definitivamente traccia. Inoltre, una parte di queste reliquie venne portata a Minorca, nelle Baleari, dove però si crearono tensioni con gli ebrei ivi residenti, sfociate in veri e propri scontri, culminati con la distruzione della sinagoga, prima della successiva pacificazione. Stefano avrebbe voluto abdicare per ritirarsi ad una vita di contemplazione spirituale affidando il regno nelle mani dell'unico figlio ancora vivente, Imre, tuttavia nel 1031 questi venne ferito a morte in un incidente di caccia di cinghiale (o omicidio politico). Gli anziani e gli scribi, secondo quanto riportato dagli Atti, lo catturarono trascinandolo davanti al Sinedrio e con falsi testimoni fu accusato: “Costui non cessa di proferire parole contro questo luogo sacro e contro la legge. Pietre, palma . Se continui ad utilizzare questo sito noi assumiamo che tu ne sia felice. Adesso il cranio del Santo è conservato nel museo del Duomo di Caorle dove, probabilmente, furono gli abitanti della vicina Concordia Sagittaria a trasportarlo poiché si erano venuti a rifugiare nella laguna caorlotta. In seguito fu traslata nella basilica di Santo Stefano a Budapest, dove ancora oggi è custodita. Iscrizione N.° Roc 25345 | Procedimento N.° 1021285 del 24 Febbraio 2015 P.I. Infine indicò il luogo della sepoltura collettiva, che sarebbe stato riconoscibile dal profumo: due dei sepolcri sarebbero stati infatti decorati da cestini di rose bianche, uno da fiori di zafferano e quello di santo Stefano di rose rosse. Il potere taumaturgico della fede: per ogni malattia o disturbo esiste un protettore cui rivolgersi, almeno secondo la cultura popolare in base all'iconografia e alla cultura sacra. CXII, L’invenzione di Santo Stefano Protomartire). Invitò all'apertura verso gli stranieri e - diremmo oggi - al multiculturalismo, infatti, nei suoi avvertimenti al figlio Imre (scritti forse in collaborazione con il santo veneziano Gerardo di Csanád), così scriveva: «Gli ospiti e gli stranieri devono occupare un posto nel tuo regno. Il … Stefano I d'Ungheria, o santo Stefano d'Ungheria (in ungherese: István király, "re Stefano", o Szent István, "santo Stefano"; Esztergom, 969 – 15 agosto 1038), venerato come santo dalla Chiesa cattolica e ortodossa, è stato il primo re ungherese, fondatore dello Stato e della Chiesa ungheresi. Compatrona della sola città è, col santo protomartire, Santa Caterina de’ Ricci. Venerato come santo dalla Chiesa cattolica e dalla Chiesa ortodossa, fu il protomartire, cioè il primo cristiano ad aver dato la vita per testimoniare la propria fede in Cristo e per la diffusione del Vangelo. L'incoronazione ebbe luogo il 1º gennaio 1001 (altre fonti datano l'evento al Natale del 1000 forse perché allora era in vigore il calendario giuliano). Il primo epiteto è dovuto al fatto che fu il primo e forse il più importante dei diaconi eletti in Gerusalemme. Santo Stefano, operatore di miracoli e prodigi, prega per noi. Prostrati ai vostri piedi, o nostro concittadino e protettore S. Stefano del lupo, certi della vostra protezione ed intercessione presso Dio a favore di tutti noi, vi preghiamo con venerazione,fiducia ed affetto. Per compiere il suo disegno di cristianizzazione dell'Ungheria, «non si fece scrupolo di ricorrere a battesimi forzati»[8]. Santo Stefano Primo martire. Si dice che anche solo la povere posatasi su di esse fosse in grado di compiere prodigi. Santo Stefano, primo dei diaconi, prega per noi. Si è pensato anche che fosse un ebreo educato nella cultura ellenistica; certamente fu uno dei primi giudei a diventare cristiano e a seguire gli apostoli. La parte più antica della corona conservata a Budapest, probabilmente di fabbricazione bizantina, fu donata dall'imperatore romano d'Oriente "al nostro fedele alleato Géza, re di Turchia", come recita la scritta in greco che sta sulla corona stessa (da notare che per lungo tempo l'Ungheria venne anche chiamata "Turchia"). Petrini e Alessandri (FDI): mozione per stanziare contributo a sostegno famiglie con disabili. In quel periodo a comandare in Palestina era quindi il Sinedrio, che eseguiva le condanne a morte tramite lapidazione, secondo la tradizione locale. Al rinvenimento delle reliquie di santo Stefano è legata anche la dedicazione della seconda cattedrale di Concordia Sagittaria. Il giorno di Santo Stefano è una festa nazionale in Austria, Croazia, Danimarca, Germania, Irlanda, Italia, Città del Vaticano, San Marino, Romania, Francia e Svizzera italiana. A Laveno Mombello esiste una chiesa dedicata proprio a questo avvenimento. I cristiani lo venerano come santo patrono d'Ungheria, dei re, dei morti prematuri, dei lavoratori edili, degli scalpellini e dei muratori. La celebrazione liturgica è stata fissata subito dopo Natale in quanto nei giorni immediatamente successivi alla nascita di Cristo vengono ricordati i primi martiri e tutti coloro che furono vicini al Salvatore durante la sua avventura terrena (i comites Christi). Santo Stefano è venerato come protodiacono e protomartire. Festa di Santo Stefano Protomartire protettore di Putignano: Il programma completo In il 27 Lug , 2017 L’intero programma religioso si svolgerà nella chiesa di S. Maria la Greca, depositaria della statua e della reliquia del primo martire della cristianità. Il resoconto negli Atti degli Apostoli prosegue quindi con l’accettazione della proposta: vennero eletti Stefano, uomo pieno di fede e Spirito Santo, Filippo, Procoro, Nicanore, Timone, Parmenas e Nicola di Antiochia; a tutti, gli apostoli imposero le mani. Stefano suddivise l'Ungheria in 40-50 unità amministrative e continuò l'opera del padre applicando il sistema di organizzazione decimale. Ancora oggi in Italia vi sono ben quattordici comuni che portano il suo nome; nell’arte è stato sempre raffigurato con indosso la dalmatica, veste liturgica dei diaconi; suo attributo sono le pietre della lapidazione: per questo è invocato contro il mal di pietra (cioè i calcoli) ed è il patrono di tagliapietre e muratori. Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta l'11 dic 2020 alle 12:51. La festa è celebrata il 26 dicembre, il primo giorno dopo il Natale, non perché sia la ricorrenza della morte (infatti morì pochi giorni dopo la Pentecoste) ma perché si volle accostare la sua persona a quella di Gesù, di cui fu il primo “testimone”. Stefano divenne principe degli Ungheresi in Transdanubia nel 997, alla morte del padre e riuscì a portare a compimento l'unificazione, sotto di sé, di praticamente tutte le sette tribù ungheresi nel 1006. Di Stefano si ignora la provenienza. Il Santo del giorno, 26 Dicembre: S. Stefano, Protomartire, protettore dei muratori, invocato contro i calcoli 6207 Visto Dicembre 26, 2015 Il Santo del Giorno Daniele Vanni Stefano (… Fu il primo re ad essere canonizzato come santo. Essi uccisero quelli che preannunciavano la venuta del Giusto, del quale voi ora siete divenuti traditori e uccisori; voi che avete ricevuto la Legge per mano degli angeli e non l’avete osservata”. Uomo pieno di grazia, operò parlò e morì animato dallo Spirito Santo, testimoniando l’amore di Cristo fino all’estremo sacrificio. Direttore Responsabile: Gunnella Pierluigi Stefano venne canonizzato da papa Gregorio VII nel 1083 come santo Stefano d'Ungheria. Il colore della veste indossata dal sacerdote durante la Messa in questo giorno è il rosso, come in tutte le occasioni in cui si ricorda un martire. Gli svelò che lui e i suoi compagni erano dispiaciuti perché sepolti senza onore, che volevano essere sistemati in un luogo più decoroso e che volevano fosse dato un culto alle loro reliquie, allora certamente Dio avrebbe salvato il mondo destinato alla distruzione per i troppi peccati commessi dagli uomini. Gli Atti riportano infine che alcune persone pie lo seppellirono, non lasciandolo in preda alle bestie, com’era consuetudine allora; mentre nella città di Gerusalemme si scatenò una violenta persecuzione contro i cristiani, comandata da Saulo. La sua festa liturgica ricorre il 16 agosto, mentre gli ungheresi lo venerano il 20 agosto, giorno della sua canonizzazione; in Ungheria è anche la principale festa nazionale. A questa disputa non sarebbero nemmeno estranee ragioni politiche, in quanto, secondo un'antica legge ungherese, è re colui che possiede fisicamente la corona. Non mancare giammai di equità né di bontà verso coloro che sono venuti a stabilirsi qui, trattali con benevolenza, affinché essi si trovino meglio presso di te che in qualsiasi altro paese.». Organizzò l'Ungheria in dieci diocesi, imponendo che ogni dieci villaggi fosse eretta una chiesa il cui parroco era mantenuto a spese dei villaggi medesimi. Stefano I d'Ungheria, o santo Stefano d'Ungheria (in ungherese: István király, "re Stefano", o Szent István, "santo Stefano"; Esztergom, 969 – 15 agosto 1038), venerato come santo dalla Chiesa cattolica e ortodossa, è stato il primo re ungherese, fondatore dello Stato e della Chiesa ungheresi. Il suo martirio è descritto negli Atti degli Apostoli dove appare evidente sia la sua chiamata al servizio dei discepoli sia il suo martirio, avvenuto per lapidazione, alla presenza di Paolo di Tarso (Saulo) prima della conversione. Dal 2 al 4 agosto ci saranno i festeggiamenti in onore di Santo Stefano protettore di Putignano. Secondo la tradizione devozionale, non di rado si travestiva da contadino quando era in viaggio ed offriva denaro ai poveri che incontrava;.mw-parser-output .chiarimento{background:#ffeaea;color:#444444}.mw-parser-output .chiarimento-apice{color:red}[senza fonte] in un'occasione, sempre secondo la leggenda, venne picchiato e derubato da un gruppo di questuanti a cui stava versando un obolo, tuttavia li perdonò e risparmiò loro la vita. Secondo questa teoria, sul letto di morte Stefano affidò la nazione alla Vergine Maria dichiarandola patrona dell'Ungheria e al fine di rappresentarne la devota sottomissione rimandò la corona a Roma. La tradizione ungherese vuole che Stefano sia stato elevato al rango di re il 20 agosto 1000. Poco dopo la morte di Stefano, iniziarono le segnalazioni di miracoli di guarigione che sarebbero accaduti nei pressi della sua tomba. Santo Stefano (Primo Martire) San Dionigi (o Dionisio, Papa) San Zosimo (Papa) Sant'Evaristo di Costantinopoli (Abate) Santo Stefano è il protettore di diaconi, frombolieri, muratori, scalpellini, selciatori e tagliapietre. Fu il primo re ad essere canonizzato come santo[1]. Il Santo di oggi, 26 dicembre, è Santo Stefano. Emblema. Santo Stefano, in comunione con Dio, prega per noi. Verso l’anno 36 gli ebrei ellenistici, vedendo il gran numero di convertiti, sobillarono il popolo e accusarono Stefano di “pronunziare espressioni blasfeme contro Mosè e contro Dio”. Era ebreo di nascita. Un Santo per tutto. Mirto : … Copyright Studio Verde Azzurro | Quotidiano on-line. Tuttora in alcune località si ricorda il protomartire anche in questo giorno, a Vimercate (Monza-Brianza), a Putignano (Bari) di cui è protettore e dove si conserva un frammento del suo cranio, a Concordia Sagittaria e in tutta la diocesi di Concordia-Pordenone, a Selci, delle quali è patrono. La principale reliquia è la mano destra (o, per i devoti, "la sacra destra") che viene portata in processione in occasione della festa del 20 agosto. Tra il 995 e il 997, Stefano (che si faceva ancora chiamare "Vajk") fu principe di Nitra (nell'odierna Slovacchia). Sarebbe potuto scappare, Stefano, avrebbe potuto negare e salvarsi. Si racconta che molti miracoli avvennero con il solo toccare le reliquie, addirittura solo attraverso il contatto con la polvere della sua tomba; poi la maggior parte delle reliquie furono razziate dai crociati nel XIII secolo, cosicché ne arrivarono effettivamente parecchie in Europa, sebbene non si sia riusciti a identificarle dai tanti falsi proliferati nel tempo per cui il numero delle reliquie supera la realtà anatomica di un corpo umano, a Venezia (una leggenda narra che nella Chiesa di Santo Stefano vi sia tutto il corpo del santo), Costantinopoli, Napoli, Besançon, Ravenna, ma soprattutto a Roma, dove nel XVIII secolo si veneravano il cranio nella basilica di San Paolo fuori le mura, un braccio nella chiesa di Sant’Ivo alla Sapienza, un secondo braccio nella Chiesa di San Luigi dei Francesi, un terzo braccio nella basilica di Santa Cecilia in Trastevere; inoltre quasi il corpo intero nella basilica di San Lorenzo fuori le mura. Milazzo: San Papino martire (antico patrono e protettore), santo Stefano protomartire (patrono), san Francesco di Paola (compatrono). Statua di Santo Stefano, Protettore di Melito di Napoli : Chiesa di Santa Maria delle Grazie. Santo Stefano è una festa liturgica che si celebra il 26 di dicembre, ovvero il giorno immediatamente successivo al Natale.La ragione di questa data sta nel fatto che Santo Stefano fu il primo martire della storia della cristianità e, per questo motivo, il suo nome è celebrato il 26 di dicembre, ovvero il primo giorno successivo alla nascita di Gesù. Oggi è: Santo Stefano: Il giorno successivo al Natale è dedicato a Santo Stefano. Secondo lo storico Gyula László, sostenitore in passato anche della teoria della "doppia conquista della patria",[3] Per ovviare al vuoto che si veniva a creare, i dodici apostoli riunirono i loro discepoli e, fra questi, ne scelsero sette affinché si dedicassero al lavoro amministrativo e al popolo. Naturalmente portò il lutto per la morte del figlio (che era il principe ereditario e, per quanto si sa, l'unico dei tre figli ad aver raggiunto l'età adulta) per moltissimo tempo, il che finì per influire negativamente sulla salute di Stefano.