Ennio Di Nolfo, Le speranze e le paure degli italiani 1943 … La Festa della Repubblica rappresenta un momento di coesione e di responsabilità' di tutti, dal quale trarre quella spinta di cui il nostro Paese ha bisogno. Nascita della Repubblica Italiana - Riassunto Parri, De Gasperi e Togliatti Nel giugno del '45 nasceva il 1° governo italiano del dopoguerra. Re Umberto II, salito al trono da poche settimane dopo l’abdicazione di Vittorio Emanuele III, lasciò quindi l’Italia per andare in esilio in Portogallo. Analizzando i dati regione per regione si nota come l'Italia si fosse praticamente divisa in due: il nord, dove la repubblica aveva vinto con il 66,2%, e il sud, dove la monarchia aveva vinto con il 63,8%. Tanti libri ci raccontano di un passaggio che ha segnato l'affermazione di un nuovo protagonismo, uomini e donne della società italiana che con diversi talenti, in vari campi, hanno contribuito alla nascita della Repubblica e a cambiare l'immagine del nostro paese. Al contrario, la lettera e le proteste dei monarchici, come quelle represse sanguinosamente il giorno prima a Napoli e una nuova manifestazione monarchica dispersa lo stesso 12 giugno[45], suscitarono le preoccupazioni dei ministri intenzionati quanto prima all'insediamento della Repubblica (secondo la celebre frase del leader socialista Pietro Nenni: «o la Repubblica o il caos!»)[46]. Fu la prima volta nella storia italiana in cui si svolsero delle votazioni a suffragio universale ( il diritto di voto concesso a tutti i cittadini che abbiano raggiunto la maggiore età, all’epoca superiore a 21 anni, senza alcuna discriminazione di sesso, di razza, di fede politica o religiosa e senza alcuna subordinazione a requisiti di natura economica o culturale). Sino al giorno della proclamazione dei risultati definitivi, pertanto, Umberto auspicava «...di poter continuare in quella collaborazione intesa a mantenere quanto è veramente indispensabile: l'Unità d'Italia»[44]. Il voto di quel giorno decise che l’Italia sarebbe diventata una repubblica: con 12.718.019 voti a favore e 10.709.423 contrari gli italiani mostrarono infatti di non aver più fiducia nella monarchia, ritenuta responsabile di aver consegnato il Governo nelle mani di Mussolini. Giu 4,2016 Leave a comment By IRSIFAR. Il 2 giugno 1946 Dopo dopo 85 anni di regno dei Savoia, dopo 22 anni di regime fascista e la Seconda guerra mondiale fu un momento di svolta per il nostro paese. n. 98/1946[24], l'Assemblea, nella sua prima riunione del 28 giugno 1946, elesse a Capo provvisorio dello Stato, l'on. La Costituzione della Repubblica italiana – che mi auguro sia approvata dall'Assemblea, col più largo suffragio, entro il termine ordinario preveduto dalla legge – sarà certamente degna delle nostre gloriose tradizioni giuridiche, assicurerà alle generazioni future un regime di sana e forte democrazia, nel quale i diritti dei cittadini e i poteri dello Stato siano egualmente garantiti, trarrà dal passato salutari insegnamenti, consacrerà per i rapporti economico-sociali i principi fondamentali, che la legislazione ordinaria – attribuendo al lavoro il posto che gli spetta nella produzione e nella distribuzione della ricchezza nazionale – dovrà in seguito svolgere e disciplinare. Oggi infatti è la festa della Repubblica Italiana. Mentre il Paese, da poco uscito da una tragica guerra, vede le sue frontiere minacciate e la sua stessa unità in pericolo, io credo mio dovere fare quanto sta ancora in me perché altro dolore e altre lacrime siano risparmiate al popolo che ha già tanto sofferto. CULTURA E SPETTACOLO Quest'ultima interpretazione avrebbe consentito il mantenimento della forma istituzionale monarchica anche in caso di sconfitta, qualora la repubblica, pur maggioritaria, non avesse raggiunto la metà più uno dei voti, conteggiando per valide anche le schede bianche o nulle; ma anche il mantenimento del regime monarchico (a rigore: "il regime luogotenenziale"), in base all'art. Nel 1913, tuttavia, i socialisti ufficiali, i sindacalisti e i repubblicani conseguirono un lusinghiero risultato, riuscendo a far eleggere ben 77 deputati[10], senza contare i socialisti riformisti, filo-monarchici. La Suprema Corte, quindi, respinse i ricorsi dei monarchici e procedette alla pubblicazione dei risultati definitivi della consultazione referendaria: 12 717 923 voti favorevoli alla repubblica; 10 719 284 voti favorevoli alla monarchia e 1 498 136 voti nulli[1]. A tutti coloro che ancora conservano fedeltà alla Monarchia, a tutti coloro il cui animo si ribella all'ingiustizia, io ricordo il mio esempio, e rivolgo l'esortazione a voler evitare l'acuirsi di dissensi che minaccerebbero l'unità del Paese, frutto della fede e del sacrificio dei nostri padri, e potrebbero rendere più gravi le condizioni del trattato di pace. Nell'assumere la Luogotenenza Generale del Regno prima e la Corona poi, io dichiarai che mi sarei inchinato al voto del popolo, liberamente espresso, sulla forma istituzionale dello Stato. La vera pace – disse un saggio – è quella delle anime. Secondo i monarchici, invece, il governo non volle attendere la seduta della Corte di Cassazione fissata per il 18 giugno perché, con questa proroga di tempo, sarebbe stato possibile un ricontrollo delle schede elettorali, ricontrollo che avrebbe portato alla luce eventuali brogli[48] che, in quel frangente poteva dare la miccia per una rivoluzione civile che il governo voleva scongiurare. Uno dei momenti più suggestivi della Festa della Repubblica è la parata militare che si svolge in via dei Fori Imperiali. Il 54% degli elettori scelse la repubblica dando vita all’Italia che conosciamo oggi. In quel bisogno di esprimersi, la lingua comune fu chiamata a rispondere a una moltitudine di impieghi e registri prima sconosciuta. Nel 1960 Giuseppe Pagano, presidente della Corte di Cassazione il 18 giugno 1946, ma facente parte della fazione risultata minoritaria nella votazione[57], in un'intervista a Il Tempo di Roma, affermò che i ristretti tempi di applicazione della legge istitutiva del referendum non avevano consentito alla Corte di svolgere tutti i lavori di accertamento, anche perché numerose corti di appello non erano riusciti a mandare i verbali alla Cassazione entro la data prevista. Fino al 1946 l'Italia era una monarchia costituzionale, regolata dallo Statuto Albertino. La cerimonia attuale prevede la deposizione di una corona d'alloro al Milite Ignoto, simbolo di tutti i caduti in guerra che non sono mai stati riconosciuti, presso l'Altare della Patria. Umberto II confermò la promessa fatta di rispettare il volere liberamente espresso dei cittadini circa la scelta della forma istituzionale, ma poi non lo accetterà mai[29]. Il 2 giugno è una delle giornate in cui è più facile ascoltare l’inno nazionale detto Inno di Mameli ma che in realtà si chiama Canto degli italiani. I monarchici presentarono numerosi reclami giudiziari, che vennero però respinti tutti dalla Corte di Cassazione il 18 giugno 1946. 1 509 735. I risultati ufficiali del referendum istituzionale furono: repubblica voti 12 718 641 (pari a circa il 54,27% delle schede convalidate), monarchia voti 10 718 502 (pari a circa il 45,73% delle schede convalidate)[31]. ... di Paolo Murialdi (Genova, 8 settembre 1919 – Milano, 14 giugno 2006), storico del giornalismo, che riferisce sulla situazione della stampa italiana nel dopoguerra e sulla discussione della Costituente. Non abdicò mai, ma tale evenienza non era prevista nel decreto legislativo luogotenenziale n. 98 del 16 marzo 1946[24] in caso di vittoria repubblicana. La nostra volontà gareggerà con la nostra fede. Dal 13 giugno al 7 settembre 2016. 2. La nuova costituzione repubblicana, approvata dall'Assemblea Costituente ed entrata in vigore il 1º gennaio 1948, statuisce, all'art. Non poterono votare coloro che prima della chiusura delle liste elettorali si trovavano ancora al di fuori del territorio nazionale, nei campi di prigionia o di internamento all'estero, né i cittadini dei territori delle province di Bolzano (fatti salvi i comuni di Anterivo, Bronzolo, Cortaccia, Egna, Lauregno, Magrè, Montagna, Ora, Proves, Salorno, Senale-San Felice e Trodena, allora facenti parte della provincia di Trento), Gorizia, Trieste, Pola, Fiume e Zara, in quanto oggetto di contesa internazionale e ancora soggette ai governi militari alleato o jugoslavo. Enrico De Nicola, con 396 voti su 501, al primo scrutinio. L'ex re inizialmente ventilò che il suo allontanamento potesse essere anche soltanto temporaneo[50][51], pro bono pacis[52][53]. Dopo lunga discussione si giunse alla decisione che, prima di procedere in tal senso, sarebbe stata opportuna, per motivi di cortesia istituzionale, la sottoposizione a Umberto II del seguente documento: «Preso atto della proclamazione dei risultati del referendum fatta dalla Corte di Cassazione, tenuto conto che questi risultati, per dichiarazione della stessa Corte di Cassazione, sono suscettibili di modificazione e di integrazione, nel supremo interesse della concordia degli italiani, si consente che, fino alla proclamazione dei risultati definitivi, il Presidente del Consiglio dei Ministri, on.le Alcide De Gasperi, eserciti i poteri del Capo dello Stato, di cui all'art. Le forze più impegnate nella guerra partigiana facevano capo a partiti apertamente repubblicani (Partito comunista, Partito socialista, Movimento di Giustizia e Libertà). 2 del decreto legislativo luogotenenziale n. 98 del 16 marzo 1946[24]), si dovesse intendere la "maggioranza dei voti validi", cioè la maggioranza dei consensi senza contare il numero delle schede bianche e delle nulle, che furono considerati voti non validi. Ercole Ricci. - Il 4 giugno 1944, con l'ingresso delle truppe alleate, Roma fu liberata. Appunti sulla nascita della Repubblica Italiana. Occorre proteggere e valorizzare quei pilastri, quei valori che dal 2 giugno 1946 ci hanno accompagnato fino ad oggi. Poi pensavo di poter tornare per dare anch'io, umilmente e senza avallare turbamenti dell'ordine pubblico, il mio apporto all'opera di pacificazione e di ricostruzione|Umberto II di Savoia, intervista con Edith Wieland. Con animo colmo di dolore, ma con la serena coscienza di aver compiuto ogni sforzo per adempiere ai miei doveri, io lascio la mia terra. Appunti sulla nascita della Repubblica Italiana. Il 17 marzo 1861 il parlamento subalpino proclamò Vittorio Emanuele II non re degli italiani ma «re d'Italia, per grazia di Dio e volontà della nazione». 1: "L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro". 1. Su impulso di tali componenti, il 4 giugno 1942, fu costituito, con la pregiudiziale repubblicana, il Partito d'Azione, riprendendo il nome dell'omonimo partito mazziniano del 1853[16] e che rappresenterà, nel 1944/45, per rilevanza desumibile dal collegamento con le unità partigiane, la seconda forza del CLN (il partito politico collegato al maggior numero di formazioni partigiane sarà il Partito Comunista Italiano). Il documento fu sottoposto l'11 giugno da De Gasperi alla visione di Umberto II che si riservò di decidere per il giorno dopo[41]. Stime monarchiche valutano in circa tre milioni i voti che andarono persi per diverse ragioni, numero maggiore della differenza tra l'opzione repubblicana e quella monarchica[61]. 124, Il referendum del 1946 ovvero "La Grande Frode", «Questa notte, in spregio alle leggi ed al potere indipendente e sovrano della magistratura, il governo ha compiuto un gesto rivoluzionario assumendo, con atto unilaterale e arbitrario, poteri che non gli spettano e mi ha posto nell'alternativa di provocare spargimento di sangue o di subire la violenza», Proclama di Umberto II del 13 giugno 1946. Due addetti assommano i dati dei verbali su due macchine calcolatrici, una per la monarchia e una per la repubblica, tenendo una seconda conta a mano[32]. Il repubblicanesimo nel primo dopoguerra e l'avvento del fascismo, I partiti antifascisti all'estero e in Italia, La "tregua istituzionale": dalla svolta di Salerno al referendum, Il suffragio universale e l'assemblea costituente, Abdicazione ed esilio di Vittorio Emanuele III, Gli esiti per la formazione dell'Assemblea costituente, La proclamazione dei risultati e i disordini, De Gasperi Capo provvisorio dello Stato repubblicano, Integrazione dei dati e giudizio definitivo sulle contestazioni, Enrico De Nicola Capo provvisorio dello Stato, Le cause di questa netta dicotomia possono essere ricercate nella differente storia delle due parti dell'Italia dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943. Dopo aver proceduto alla conquista di quasi tutta l'Italia meridionale (Regno delle Due Sicilie), con l'impresa della Spedizione dei Mille, Garibaldi consegnò i territori conquistati al Re di Sardegna Vittorio Emanuele II, ricevendo pesanti critiche da alcuni repubblicani stessi che lo accusarono di tradimento, anche se Garibaldi continuò ad agire di propria volontà e in continuo contrasto con il governo monarchico italiano. Il primo presidente del consiglio fu invece Alcide De Gasperi, che ottenne l'incarico proprio da De Nicola. Gli appunti dalle medie, alle superiori e l'università sul motore di ricerca appunti di Skuola.net. Al proclama dell'ex re, seguì la ferma risposta del Presidente del Consiglio De Gasperi, che lo definì «...un documento penoso, impostato su basi false ed artificiose», concludendo che «un periodo che non fu senza dignità si conclude con una pagina indegna. In questo contesto si inserì Mussolini fondando i Fasci italiani di combattimento, che, in breve, utilizzando le tematiche care ai nazionalisti italiani e sfruttando la delusione per la "vittoria mutilata", si sarebbe presentato come baluardo del sistema politico liberale italiano filo monarchico contro la sinistra marxista e rivoluzionaria di ideologia repubblicana. A essi ci si è fatta l’abitudine. Alle elezioni del 1919, i partiti di ideologia repubblicana (i Socialisti massimalisti e il Partito Repubblicano) conseguirono alla Camera dei deputati 165 seggi su 508[11]; nel 1921, dopo la fondazione del Partito Comunista d'Italia, i tre partiti elessero complessivamente 145 deputati su 535[12]. La Costituzione della Repubblica Italiana è la legge fondamentale dello Stato italiano, che in quanto tale occupa il vertice della gerarchia delle fonti nell'ordinamento giuridico della Repubblica: considerata una costituzione scritta, rigida, lunga, votata, compromissoria, laica, democratica e tendenzialmente programmatica, è formata da 139 articoli e di 18 disposizioni transitorie e finali. Contemporaneamente, a Napoli, città con un'elevata percentuale di popolazione di preferenza monarchica, i risultati del referendum accesero gli animi e la contestazione monarchica diede luogo a dei disordini; un corteo cercò di assaltare la sede del PCI in via Medina per togliere una bandiera tricolore esposta priva dello stemma sabaudo, ma raffiche di mitragliatrice, sparate da un'autoblindo della polizia che cercava di mantenere l'ordine pubblico, uccisero nove manifestanti monarchici[42], mentre altri 150 rimasero feriti[43]. Nel luglio 1831, Giuseppe Mazzini, esule a Marsiglia, fondò la Giovine Italia, il movimento politico che, per primo, si pose come obiettivo quello di trasformare l'Italia in una repubblica democratica unitaria, secondo i principi di libertà, indipendenza e unità, destituendo le monarchie degli stati preunitari, Regno di Sardegna compreso. Benché da più parti gli fossero pervenuti inviti a resistere, Umberto preferì comunque prendere atto del fatto compiuto, valutando che l'alternativa potesse essere l'innesco di una guerra civile fra monarchici e repubblicani, soprattutto a seguito dei fatti di Napoli ed essendo stato informato dal generale Maurice Stanley Lush che gli alleati non sarebbero intervenuti a difesa della sua incolumità neanche in caso di palese spregio delle leggi. Quei monarchici di Napoli uccisi anche dalla storia. Nascita della Repubblica e la fine dell’unità antifascista: l'Italia dal 1943 al 1948. All'opera immane di ricostruzione politica e sociale dovranno concorrere, con spirito di disciplina e di abnegazione, tutte le energie vive della Nazione, non esclusi coloro i quali si siano purificati da fatali errori e da antiche colpe. Ne rimasero fuori il Partito Comunista d'Italia e gli aderenti ai partiti non ricostituitisi in esilio (liberali, popolari, ecc.). Settantacinque anni di storia: un percorso intenso e tormentato, intriso di speranze e di delusioni, di traumi profondi e di mutamenti. Qualunque sorte attenda il nostro Paese, esso potrà sempre contare su di me come sul più devoto dei suoi figli. Secondo l'interpretazione sostenuta dai monarchici, infatti, tale espressione doveva intendersi come "la maggioranza dei consensi nella somma dei voti a monarchia, repubblica, schede bianche e schede nulle". Parata Festa della Repubblica 2 giugno 2019: orari, percorso e come seguirla in TV; Nascita della Repubblica italiana: riassunto di storia. Le libertà che esso garantiva furono sospese e il Parlamento fu addomesticato al volere del nuovo governo. 2 del decreto legislativo luogotenenziale n. 98 del 16 marzo 1946, erano trasferite. Per contro, il nord dovette vivere quasi due anni di occupazione nazista e di lotta partigiana (contro appunto i tedeschi e i fascisti della RSI) e fu l'insanguinato teatro della guerra civile (che ebbe echi protrattisi anche molto dopo la cessazione formale delle ostilità). Di fronte alla comunicazione di dati provvisori e parziali fatta dalla Corte Suprema; di fronte alla sua riserva di pronunciare entro il 18 giugno il giudizio sui reclami e di far conoscere il numero dei votanti e dei voti nulli; di fronte alla questione sollevata e non risolta sul modo di calcolare la maggioranza, io, ancora ieri, ho ripetuto che era mio diritto e dovere di Re attendere che la Corte di Cassazione facesse conoscere se la forma istituzionale repubblicana avesse raggiunto la maggioranza voluta. 9 maggio - Vittorio Emanuele III abdica e lascia l'Italia partendo da. Abitudini quotidiane il cui vero significato è, di fatto, sconosciuto. I Ministri, nel frattempo, si sarebbero impegnati ad agire senza in nulla pregiudicare la risoluzione della questione istituzionale. Nel maggio del 1934, la Concentrazione Antifascista si sciolse, a causa dell'orientamento del Partito Socialista verso un patto d'unità d'azione con il Partito Comunista, ma senza mettere in discussione la scelta antifascista e repubblicana dei suoi partiti[15]. Un mese prima del referendum Vittorio Emanuele III accettò di abdicare in favore del figlio Umberto, già luogotenente del Regno. Con la morte di Cavallotti e l'ingresso nel XX secolo, la componente radicale rinunciò per prima alla riproposizione del problema istituzionale. I partiti – che sono la necessaria condizione di vita dei governi parlamentari – dovranno procedere, nelle lotte per il fine comune del pubblico bene, secondo il monito di un grande stratega: Marciare divisi per combattere uniti. Il 16 marzo 1946 il principe Umberto decretò, come previsto dall'accordo del 1944[23], che la forma istituzionale dello Stato sarebbe stata decisa mediante referendum da indirsi contemporaneamente alle elezioni per l'Assemblea Costituente. Si celebra infatti la nascita della Repubblica Italiana Spero che almeno in questo giorno di festa la smettiamo di dividerci per ogni cosa… e ci auguriamo … Location. La Festa della Repubblica rappresenta un momento di coesione e di responsabilità' di tutti, dal quale trarre quella spinta di cui il nostro Paese ha bisogno. [senza fonte]. Sancisce, inoltre, all'art. Non si costruisce un nuovo ordinamento internazionale, saldo e sicuro, sulle ingiustizie che non si dimenticano e sui rancori che ne sono l'inevitabile retaggio. Il 10 giugno 1946, dopo 85 anni di regno, la Corte di cassazione dichiara la nascita della Repubblica Italiana. Via Roma, 9 - 23030 Lovero (SO) L'esercito nel suo complesso, privo di ordini, sbandò e venne rapidamente disarmato dalle truppe tedesche e il Paese si trovò diviso in due: il Regno del sud, già liberato dagli alleati, formalmente sotto la sovranità sabauda, e la Repubblica Sociale Italiana (RSI), nelle regioni ancora occupate dai nazisti, formalmente guidata da Mussolini. Il 2 giugno 1946, insieme con la scelta sulla forma dello Stato, i cittadini italiani elessero anche i componenti dell'Assemblea Costituente che doveva redigere la nuova carta costituzionale[5]. Oggi si fa presto a dire Repubblica. Anche tenendo conto delle schede bianche o nulle, pertanto, la Repubblica aveva conseguito la maggioranza assoluta dei votanti, rendendo ininfluente ogni discussione sotto il profilo giuridico interpretativo. Vittorio Emanuele III, la corte e il governo Badoglio fuggirono da Roma (in cui erano presenti forze tedesche) a Brindisi (libera dal controllo dei nazisti e che sarà in breve raggiunta dall'avanzata degli angloamericani).