Le armate dell'Intesa si trincerarono intorno a Salonicco, che divenne un enorme campo fortificato, guadagnandosi così l'appellativo beffardo di "giardinieri di Salonicco". La Grecia è in tal modo ricompensata per il suo intervento in guerra a fianco degli Alleati a partire dal 1917, mentre l'Impero ottomano, che conserva in Europa solo un minuscolo territorio nella regione di Costantinopoli, è punito per la sua alleanza con le Potenze Centrali. Le ragioni di questo abbandono sono complesse. In Grecia, il governo presenta le proprie dimissioni mentre la cavalleria turca entra a Smirne il 9 settembre. [17] Come rappresaglia, l'esercito greco colpisce le caserme e le costruzioni ufficiali turche. Il generale Guillaumat, non più necessario in Francia, viaggiò da Londra a Roma tentando di ottenere l'approvazione per un attacco. Persuasi di conservare ancora il vantaggio strategico e di poter negoziare una pace più favorevole, i Greci lanciano un secondo attacco il 27 marzo: è la seconda battaglia di İnönü. Numerose costruzioni che furono distrutte dall'incendio erano in effetti depositi che i Turchi avrebbero avuto ogni interesse a conservare. [47] Toynbee spiega in effetti che, «la situazione dei Turchi della città di Smirne era divenuta ciò che potrebbe essere definito senza esagerazione un "regno del terrore". Dopo aver letto il libro Diario di guerra.Fronte greco-albanese 1941-42 di Vito Mantia ti invitiamo a lasciarci una Recensione qui sotto: sarà utile agli utenti che non abbiano ancora letto questo libro e che vogliano avere delle opinioni altrui. L'avanzata bulgara nella Macedonia orientale sotto controllo greco causò ad ogni modo un'altra crisi interna in Grecia. L'offensiva greca contro i Turchi (ottobre 1920-agosto 1921); La contro-offensiva turca e la riconquista dei territori occupati dalla Grecia (agosto 1921-agosto 1922). La città è ripresa il 3 luglio. I tedeschi mandarono due ulteriori divisioni per sostenere l'esercito bulgaro, ma il 19 novembre l'esercito congiunto serbo-francese catturò il Kajmakčalan, il picco più alto del monte Nidže, e costrinse gli imperi centrali ad abbandonare Monastir all'Intesa. Nel maggio 1916 il generale Sarrail chiese che l'esercito greco venisse smobilitato. Le truppe greche si dispiegano lungo l'entroterra di Smirne: il 22 maggio, il 5º Reggimento di Fanteria si trasferisce a Mainemene, il 24 il II Battaglione occupa Nymphaeum, il 25, il I e III battaglione occupano Magnesia e Meandro. La prima linea era sul Passo del Tonale, territorio metà bresciano e metà trentino. Il 27 maggio, il IV Reggimento di Fanteria s'insedia ad Aydın, da dove viene cacciato il 30 giugno da un contrattacco turco. Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta il 12 giu 2020 alle 22:42. 3º- L'incendio di queste città non è stato incoerente, né intermittente, né accidentale, ma ben pianificato e interamente organizzato. Con la resa del Regno di Bulgaria, l'Impero ottomano si trovò isolato dagli Imperi Centrali e fu costretto a chiedere la resa poco tempo più tardi. Il 2 giugno, il I/38º Battaglione Euzones occupa Ödemish. Numerose lettere d'incoraggiamento pervengono allora agli insorti, il cui esempio che segue ne illustra perfettamente il tono: «Mustafa Kemal Pascià ha compiuto miracoli e voi non avete idea di come il popolo adori il suo nome in India... Noi aspettiamo tutti di conoscere i termini della proposta di pace di Angora ai Greci... Possa il Sommo Allah garantire la vittoria delle forze armate del Gazi Mustafa Kemal e proteggere la Turchia dai suoi nemici...». [5] Così, gli accordi di San Giovanni di Moriana, firmati il 26 aprile 1917 dal Regno Unito, la Francia e l'Italia, concedono a quest'ultima una vasta zona d'influenza che include la regione di Smirne, peraltro rivendicata dal Regno di Grecia. Ad Atene, re Costantino I lancia il grido di guerra «Ad Angora!» e invita ufficiali britannici ad assistere ad Ankara a un pranzo celebrativo della vittoria.[29]. L'esercito bulgaro si trovava in superiorità numerica e infranse rapidamente le deboli linee serbe, che avevano provato a bloccarne l'avanzata. Il governatore turco della provincia di Sivas, Ebubekir Hazim Tepeyran, dichiara nel 1919 che i massacri sono così orribili che egli non può sopportare di riferirli. La rivolta dei soldati venne sedata il 2 ottobre. La Prima Guerra Mondiale costituì il primo grande conflitto internazionale del XX secolo. L'offensiva tedesca fu lanciata il 17 agosto, appena tre giorni prima della prevista offensiva francese. Dopo l'entrata nel conflitto dell'impero ottomano a fianco degli imperi centrali, il fattore decisivo era diventato la posizione della Bulgaria. Il nuovo governo dichiarò immediatamente guerra agli imperi centrali e cominciò a creare un nuovo esercito. cimeli prima guerra mondiale,accendini di trincea,gavetta,filo spinato,canzoni del piave,disfatta di caporetto,alpini,bersaglieri,trasporto. Durante il primo anno della guerra, l'esercito ellenico beneficia di numerose circostanze favorevoli: l'occupazione della regione degli Stretti da parte delle truppe britanniche priva la Turchia della sua regione più ricca (il Bosforo), e le forze armate nazionaliste turche affrontano tanto le truppe francesi in Cilicia quanto i nazionalisti armeni nella regione del Caucaso. I Turchi approfittano d'altra parte del vantaggio di trovarsi in una situazione difensiva. LA PRIMA GUERRA MONDIALE (cfr. Alla luce della certezza che la Romania sarebbe presto entrata in guerra al fianco dell'Intesa, il generale Sarrail cominciò i preparativi per un attacco all'esercito bulgaro. Riconoscendo l'ascesa militare e politica della Repubblica Turca, i Paesi dell'Intesa preferiscono firmare accordi separati con i rivoluzionari di Mustafa Kemal e abbandonare le loro rivendicazioni sull'Anatolia. Il fronte italiano (in tedesco Italienfront o Gebirgskrieg, "guerra di montagna") comprende l'insieme delle operazioni belliche combattute tra il Regno d'Italia e i suoi Alleati contro le armate di Austria-Ungheria e Germania nel settore delimitato dal confine con la Svizzera e dalle rive settentrionali del Golfo di Venezia parte dei più ampi eventi della prima guerra mondiale. I soccorsi statunitensi sono ugualmente trattati con grande mancanza di rispetto, e ciò anche quando si lavora per prestare aiuto ai civili musulmani. Le forze armate dell'Intesa erano ora molto grandi. Il 10 novembre, l'esercito di d'Esperey oltrepassò il Danubio e minacciava di entrare nel cuore dell'Ungheria. Balkanalysis.com review of the official British government history of the Macedonian Front campaign. I fatti stabiliti - villaggi incendiati, massacri, terrore degli abitanti, coincidenza fra i luoghi e le date - non lascia alcun posto al dubbio. L'esercito inglese si avvicinò a Costantinopoli e, privo di una seria forza militare a difesa per fermarlo, il governo ottomano chiese un armistizio (armistizio di Mudros) il 26 ottobre (Enver Pascià ed i suoi sostenitori erano appena fuggiti a Berlino qualche giorno prima). Gli austro-ungheresi continuavano ad avanzare lungo la costa adriatica, attaccando l'Albania, che era controllata dall'Italia. Numerosi giornali occidentali riportano gli abusi commessi dalle forze turche contro le popolazioni cristiane, principalmente greche e armene. Nei suoi discorsi pubblici, il leader turco difende così l'idea di un'Anatolia costruita, «come una sorta di fortezza eretta contro tutte le aggressioni verso Oriente.». La situazione è tanto critica che numerosi sono coloro che pensano che i rivoluzionari turchi, che fino ad allora hanno evitato l'accerchiamento, rischino di scomparire in una guerra d'usura difendendo la loro capitale. Questa superficie è quella della patria tutta intera. Due anni dopo all'incirca la fine della Prima guerra mondiale, i rappresentanti dell'Impero ottomano sconfitto firmano, il 10 agosto 1920, il Trattato di Sèvres. La prima guerra mondiale fu un conflitto logorante, una guerra di posizione, di trincea, che costò all’umanità milioni di vite umane provenienti da tutti i paesi coinvolti. [39] Massacri si producono lungo tutto il periodo 1920-1923, altrimenti detto della guerra d'indipendenza turca, e gli Armeni dell'Est e del Sud e i Greci pontici ne sono le principali vittime. Essa è legata alla volontà di restituire Costantinopoli alla Cristianità e di ridare vita all'Impero bizantino, caduto nel 1453. Nome Carmelo Borg Pisani Data e luogo di nascita Senglea (Malta), 10 agosto 1914 Forza armata Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale Arma Corpo Reparto S.I.M. Le condizioni meteorologiche erano terribili, le strade in pessime condizioni e l'esercito doveva anche aiutare le decine di migliaia di civili che scappavano insieme a loro. L'obiettivo strategico delle operazioni condotte in questa fase è quello di vincere definitivamente i nazionalisti turchi e di obbligare Mustafa Kemal a sedersi al tavolo dei negoziati. [32] Durante il confronto, i generali greci Tricoupis e Dionis sono del pari fatti prigionieri. I greci sperano in un aiuto da parte delle poleis greche in nome di un'unanimità greca e degli interessi commerciali comuni, contro l'occupazione dei persiani. Alla conferenza di pace di Parigi del 1919, il capo del governo greco, Eleutherios Venizelos, fa dunque pressione sugli Alleati per attuare il suo sogno di una "Grande Grecia" (la Megali Idea), che comprenderebbe l'Epiro settentrionale, la totalità della Tracia e l'Asia minore, in qualche modo andando a ricreare il "nocciolo duro" dell'antico Impero bizantino. Con un'ulteriore pressione diplomatica si arrivò all'esilio del re greco il 14 giugno e la riunificazione del paese sotto il controllo del primo ministro Venizelos, aiutato dalle baionette dell'Intesa. Allo stesso tempo la situazione politica in Grecia era molto confusa. Allorché esplose la Prima guerra mondiale, il re Costantino I di Grecia si ritrova nella difficile posizione di dover scegliere in quale campo fare entrare il proprio Paese. Quanto ai fratelli del sovrano, i principi Giorgio e Paolo, rifiutano di salire al trono fintanto che il loro padre, l'ex-re Costantino, è vivo.[25]. La rivolta della città di Mileto. Il contesto geopolitico della guerra greco-turca del 1919-1922 è legato alla divisione dell'Impero ottomano da parte dei governi alleati dopo la prima guerra mondiale; spartizione che è essa stessa una diretta conseguenza dell'intervento degli Ottomani a fianco della Triplice Alleanza durante il conflitto. I bulgari non avevano più intenzione di combattere per una causa persa. Il fronte era avanzato di appena 40 chilometri. In queste circostanze caotiche una delegazione bulgara raggiunse Salonicco per richiedere un armistizio. L'influenza egemonica esercitata dall'Italia sull'Albania, nazione indipendente dal 1912, fu una delle principali cause di attrito tra Roma e Atene, in particolare per quanto riguardava la definizione del confine meridionale del nuovo Stato, in una regione (l'Epiro settentrionale) dove le popolazioni di origine greca e albanese risultavano mischiate tra di loro. Nel Paese, lo choc è così grave che Venizelos e i suoi sostenitori più vicini scelgono di abbandonare la Grecia e di partire in esilio. Di questi 37.000 Turchi, solo 6.000 possono essere contati fra i sopravvissuti, mentre si sa che 1.000 [altri] sono stati fucilati o bruciati vivi. Promosso al grado di sergente dell’esercito americano per aver preso parte a ben diciassette battaglie sul fronte occidentale. Grado Tenente Colonnello Guerre Prima Guerra Mondiale ( Prima battaglia dell’Isonzo) Prima Guerra Mondiale (Battaglia del Piave) Seconda […] Medaglie d’Oro della 2ª Guerra Mondiale — Maggiore* ALESSANDRO ANNONI – Dibra (Fronte greco-albanese), 11 aprile 1941 La ferrovia da Berlino a Costantinopoli era finalmente aperta e, come risultato, la Germania poteva sostenere il suo debole partner, l'impero ottomano. Dopo l'avanzata bulgara, le posizioni serbe si trovavano senza speranza; anche la parte principale dell'esercito a nord sarebbe stata in breve circondata e costretta ad arrendersi o a ritirarsi. La resa senza opposizione dei territori recentemente acquisiti ai tanto odiati bulgari fu vista da molti ufficiali venizelisti come la goccia che fece traboccare il vaso. All'acme dell'offensiva greca, Mustafa Kemal dichiara alle sue truppe: «La «linea di difesa» non esiste. A queste furono poi aggiunte altre 2 divisioni greche. Già all'inizio della prima guerra mondialel'esercito ellenico occupò le regioni meridionali dell'Albania… Lo stesso argomento in dettaglio: Fronte italiano (prima guerra mondiale). Per contro, i sostenitori della monarchia promettono di por fine al conflitto, senza peraltro presentare un vero piano di ritiro. Contro la Serbia fu mobilitato l'esercito bulgaro, un'armata tedesca ed una austro-ungarica, tutte sotto il comando del maresciallo superiore August von Mackensen, mettendo insieme più di 800.000 soldati. Agli uomini sono strappati i loro fez dalla testa e sono costretti a calpestarli – il peggior insulto per un maomettano – e tutti quelli che si rifiutano sono fatti a pezzi a colpi di spada. Le forze di Mustafa Kemal prendono la direzione del nord e si dirigono verso il Bosforo, il mar di Marmara e i Dardanelli, in cui le guarnigioni alleate sono rafforzate dalle truppe britanniche, francesi e italiane venute da Costantinopoli. A metà dicembre il generale Sarrail concluse che la ritirata era necessaria di fronte ai determinati assalti bulgari alla sua posizione. Il generale inglese Charles Harington, comandante alleato a Costantinopoli, proibisce ai suoi uomini di sparare sui Turchi e mette in guardia il suo governo dall'avviarsi in un'insensata avventura. Alla fine si formò un fronte stabile, che andava dalla costa adriatica albanese fino al fiume Strimone, contrapponendo una forza armata multinazionale contro gli imperi centrali. Il ritorno di Costantino e dei suoi sostenitori al potere ha anche conseguenze gravi oltre che a livello diplomatico. [39] Il fatto che solo i quartieri greci e armeni fossero andati in fiamme, mentre quelli turchi ne erano restati indenni, ha rafforzato l'ipotesi secondo cui i Turchi avessero incendiato la città.[40]. Poco tempo dopo, il 9 ottobre 1916, l'uomo politico raggiunge Salonicco ed entra nel "Comitato di Difesa nazionale", trasformato in «Governo di Difesa nazionale". L'impero austro-ungarico aveva attaccato la Serbia nell'agosto del 1914, ma non era riuscita a sconfiggere la resistenza serba. L'idea che un esercito così importante come quello greco possa basare la propria offensiva principalmente sul sostentamento da parte dei territori occupati si rivela ugualmente un errore. Tuttavia, gli ordini di Kemal sono largamente ignorati dall'esercito rivoluzionario e Nureddin Pascià, il comandante delle forze turche nel distretto di Smirne, impartisce ordini contrari a quelli del suo superiore. Gli Italiani utilizzano anche la loro base di Antalya per aiutare i rivoluzionari turchi e fornir loro informazioni riguardanti le forze greche. Il Christian Science Monitor scrive che le autorità turche vietano ai missionari e alle organizzazioni umanitarie di portare soccorso ai civili greci, le cui case sono state incendiate. Unità 72^ compagnia mitraglieri Grado Camicia Nera Guerre Seconda Guerra Mondiale (campagna di Grecia) Data e Luogo […] Medaglie d’Oro della 2ª Guerra Mondiale — Capitano ADRIANO AUGUADRI – Guri i Topit (Fronte greco-albanese), 4 aprile 1941 Il confronto, che si sviluppa lungo una linea immensa di fronte, che si estende fino ai punti strategici di Afyonkarahisar, Eskişehir e Kütahya, porta al ritiro turco che riesce a evitare l'accerchiamento e organizza una ritirata strategica a est del fiume Sakarya. Da parte greca, la disfatta è direttamente collegata agli errori strategici e operazionali e alla cattiva concezione dei piani d'invasione del territorio turco. Dichiarazione di guerra degli ottomani. [...] Possiamo senza pericolo congetturare che le "atrocità" commesse dai Greci in ritirata si contano a migliaia nelle quattro città di cui parliamo. Le città-Stato antiche, l'Impero romano largamente ellenizzato, poi l'Impero bizantino hanno esercitato il loro dominio politico sulla regione dall'Età del bronzo fino al XII secolo, quando si ebbero le prime devastanti incursioni dei turchi Selgiuchidi. M. Gehri, rappresentante della Croce Rossa Internazionale, che accompagna la Commissione inter-alleata, scrive per suo conto: «L'esercito d'occupazione greco è stato impiegato nello sterminio della popolazione musulmana della penisola di Yalova-Gemlik. Durante le ultime settimane di guerra, le popolazioni civili greca e armena d'Asia Minore affluiscono verso Smirne a un ritmo di più di 20.000 persone giornaliere, al fine di sfuggire alle persecuzioni turche. Nonostante questi sforzi, l'esercito serbo era aumentato di soli 30.000 uomini dall'inizio della guerra (quando erano 225.000) e non era ancora ben equipaggiato. Il 13 giugno, il I Battaglione dell'8º Reggimento di Fanteria e una compagnia del 3º Reggimento di Cavalleria s'installa a Pergamo[20]. Ad ogni modo l'armata franco-serba avanzò vigorosamente. Dall'espansione tedesca causa di instabilità mondiale alla fine della guerra. 22 4.4 Il Genio Ferrovieri durante la 2^ guerra mondiale 24 4.4.1 La mobilitazione 24 4.4.2 Fronte Occidentale 24 4.4.3 Fronte greco – albanese. La guerra greco-turca - altrimenti chiamata campagna greca della guerra d'indipendenza turca - fu un conflitto combattutosi tra maggio 1919 e ottobre 1922 tra la Grecia e la neonata repubblica di Turchia di Mustafa Kemal Atatürk, nel disgregato quadro della dissoluzione dell'impero ottomano, per riprendere il possesso dei territori dell'Anatolia e della Tracia assegnati alla Grecia con il trattato di Sèvres del 10 agosto 1920, che sanciva la pace nella prima guerra mondiale. Questa Divisione prosegue nella sua marcia ed entra a Didymoteicho il 2 giugno, rilevando le truppe francesi.[21]. Combattimenti hanno luogo anche in Tracia. In seguito, il giorno 11, l'esercito bulgaro attaccò da due direzioni, una dal nord del paese in direzione di Niš, l'altra da sud verso Skopje. Dopo lo scacco della propria offensiva militare, la Grecia chiede aiuto agli Alleati. Benché l'esercito greco non difetti di soldati, coraggio ed entusiasmo, esso è carente in breve tempo di tutto il resto. Mustafa Kemal accetta allora di aprire i negoziati di pace. In accordo con questa decisione, le truppe francesi e italiane ancora presenti in Anatolia sono evacuate, cosa che indebolisce ulteriormente la posizione ellenica. Nel 1919, le forze greche ricevono l'autorizzazione dell'Intesa a sbarcare nella città di Smirne (Izmir), in Anatolia. Tuttavia, questa dottrina si rivela un successo per gli eserciti turchi. Esse si concludono nell'estate del 1920, con l'assunzione di controllo da parte della Grecia di tutto l'occidente e della maggior parte del nord-ovest dell'Asia Minore. Importanti popolazioni greche sono obbligate a lasciare le loro terre ancestrali di Ionia, del Ponto e di Tracia orientale fra il 1914 e il 1922. Il fronte macedone (o fronte di Salonicco, ... si guardarono bene dall'attraversare il confine greco. 25 Sui 1.800 edifici della città santa e storica di Manisa,[50] solo 500 restavano in piedi». Sicuri della loro superiorità numerica e materiale, i Greci mirano a uno scontro rapido in cui essi possano sconfiggere le truppe turche sotto-equipaggiate. L'esercito serbo (adesso al comando del generale Petar Bojović), dopo un periodo di riposo e di ripresa a Corfù, venne trasportato dai francesi sul fronte macedone. [53][58] Le forze di Mustafa Kemal difendono la loro patria contro quello che essi avvertono come un attacco imperialista. [36] Tuttavia le due Potenze mediterranee abbandonano le loro posizioni sullo Stretto e lasciano i Britannici da soli di fronte ai Turchi. Nella primavera del 1917, l'Armee d'Orient del generale Sarrail era stata rinforzata al punto di disporre di 22 divisioni: 6 francesi, 6 serbe, 7 inglesi, 1 italiana, 1 greca "di difesa nazionale" e 2 russe. Nonostante la rotta a Dobro Pole e la continua avanzata dell'esercito dell'Intesa, l'esercito bulgaro non era stato sbaragliato e si stava ritirando ordinatamente. La folla cristiana comincia a razziare le case dei maomettani», «Non appena sbarcati, essi hanno intrapreso una guerra senza pietà contro la popolazione turca. Questo piano è attuato da bande armate greche e armene, che sembrano operare su istruzione dei Greci e talvolta con la stessa assistenza di distaccamenti di truppe regolari greche». In seguito, il Trattato di Losanna proibisce a queste comunità, così come ai Greco-americani originari dell'Asia Minore, di rientrare in Turchia. Nonostante questo risultato favorevole, il nuovo primo ministro francese Georges Clemenceau richiamò il generale Sarrail nel novembre per sostituirlo con il più diplomatico generale Adolphe Guillaumat. Nell'ottobre 1920, il giovane re Alessandro I di Grecia è morso da una scimmia nei giardini del palazzo reale e muore, poco dopo, di setticemia. L'offensiva greca è fermata per la prima volta nella prima battaglia di İnönü, che ha luogo l'11 gennaio 1921. della Prima Guerra Mondiale, che ha erogato un finanziamento per la digitalizzazione fotografica dei reperti. La battaglia di Dobro Pole ebbe inizio con un bombardamento d'artiglieria sulle posizioni nemiche il 14 settembre. Il 29 settembre (un giorno prima della resa ufficiale bulgara), Skopje era nelle mani dell'Intesa, ma un'armata bulgaro-tedesca era posizionata per riprendersi la città il giorno successivo. Negli ultimi nove mesi i serbi avevano provato, senza riuscirvi, a ricostruire le loro armate colpite e a migliorare gli approvvigionamenti. Nonostante tutto, questo plebiscito è organizzato in dicembre e i risultati truccati danno il 99% dei voti a favore del ritorno dell'antico monarca. Tuttavia, la Megali Idea non è il semplice prodotto del nazionalismo del XIX secolo. Le atrocità che noi abbiamo osservato o dei quali abbiamo osservato prove materiali, sono l'opera di bande irregolari di civili armati (četi) e di unità organizzate dell'esercito regolare... Anziché essere disarmate e disciolte, queste bande sono state assistite nelle loro attività e hanno lavorato, mano nella mano, con unità organizzate dell'esercito regolare», Arnold J. Toynbee scrive di aver ottenuto prove convincenti che simili atrocità sono state commesse nel resto delle regioni occupate dai Greci dopo il giugno 1921. Tuttavia, in ciò che resta dell'Impero ottomano, tale intervento comporta il risorgere del sentimento patriottico e la nascita di un governo rivoluzionario (diretto da Mustafa Kemal) che si oppone ferocemente alla spartizione della Turchia. Nelle forze armate, la disfatta elettorale di Venizelos conduce all'allontanamento di tutti i suoi sostenitori dal loro comando, e ciò nel momento in cui si trattava di marciare su Ankara. La sua debolezza economica e demografica impedisce alla Grecia di sopportare una mobilitazione prolungata, e raggiunge perciò rapidamente il suo punto limite. Sulle 2.000 costruzioni che costituivano la città, solo 200 sono ancora in piedi. James Loder Park, il vice-console statunitense a Costantinopoli, visita una gran parte delle regioni devastate appena dopo l'evacuazione dei Greci e descrive la situazione nelle città e nei villaggi che circondano Smirne in questi termini: «Manisa [...] è stata pressoché interamente rasa al suolo dalle fiamme... 10.300 abitazioni, 15 moschee, 2 bagni pubblici, 2.278 negozi, 19 alberghi e 26 ville [sono stati distrutti]. L'Armistizio di Mudanya è raggiunto l'11 ottobre 1922. Anche se le forze dell'Intesa avevano discusso della necessità di mandare seri rinforzi militari alla Serbia, non fu inviato niente, prima che fosse troppo tardi. [34] Il 6 settembre, le città di Balıkesir e di Bilecik cadono a loro volta e Aydın segue la medesima sorte il giorno dopo. Dato che le divisioni francesi rimasero alle loro posizioni, rimasero anche quelle britanniche, con un'evidente antipatia reciproca. L'obiettivo di queste operazioni, che incontrano una resistenza turca sempre più dura, è quello di dare profondità strategica alla difesa di Smirne. Quando la Bulgaria iniziò la mobilitazione, i francesi e gli inglesi mandarono due divisioni in soccorso della Serbia, ma queste arrivarono tardi nella città greca di Salonicco. In base a questo accordo, i Turchi cedono al Regno di Grecia la Tracia orientale (fino alla linea di Çatalca), le isole di Imbro e di Tenedo, come anche il vilayet di Smirne. Il re degli Elleni ha in effetti ricevuto una parte della propria formazione militare a Berlino e ha poi sposato una sorella cadetta del kaiser Guglielmo II. Fa allora riferimento alle atrocità commesse dai Turchi nelle regioni del mar Nero. Mette in piedi un esercito greco che possa affiancarsi agli Alleati e dichiara guerra alla Bulgaria l'11 novembre. La Prima guerra mondiale è un conflitto del Novecento (1914-1918), a cui prendono parte le maggiori potenze mondiali, dall’Europa agli Stati Uniti. Ad Alaşehir, pompe manuali sono state utilizzate per intridere i muri dei fabbricati con il cherosene. A contrastarlo, la delegazione italiana, stupefatta che i suoi «interessi in Vicino Oriente» non siano più ormai riconosciuti dalle altre grandi Potenze, e ciò in violazione degli Accordi di San Giovanni di Moriana, la quale decide di abbandonare il tavolo dei negoziati. Così, nel 2002, George E. Pataki, il governatore di origine greca di New York, Stato americano dove non a caso risiede un'importante comunità d'origine greca, dichiara che le popolazioni elleniche d'Asia Minore hanno subìto crudeltà indescrivibili da parte del governo turco.[62]. Circa 125.000 soldati serbi raggiunsero le coste del mar Adriatico e s'imbarcarono su navi italiane che li trasportarono in varie isole greche (la maggior parte a Corfù), prima di essere portati a Salonicco. Durante tutto il conflitto, le truppe turche beneficiano di un comando strategico e tattico competente e determinato, alla testa del quale si trovano veterani della Prima guerra mondiale. Inoltre, Toynbee ha raccontato che le truppe turche avevano deliberatamente incendiato le abitazioni a una a una. Tuttavia essi fronteggiano una resistenza elastica, dal momento che le truppe turche, coscienti delle loro debolezze, preferiscono sfuggire il combattimento e battere in ritirata in modo disciplinato per evitare l'accerchiamento. Toynbee afferma infine di essere stato testimone di razzie organizzate da civili greci e di incendi volontari appiccati da soldati ellenici in uniforme.[44]. Tuttavia, questa volta ancora, i nazionalisti turchi danno prova di una tenacissima resistenza e guadagnano infine il combattimento il 30 marzo. Per lo storico Malcolm Yapp: «Dopo lo scacco dei negoziati di marzo, il cammino evidente da seguire era, per i Greci, di ritirarsi verso una linea difensiva attorno a Smirne ma, in quel momento, l'insensatezza comincia a caratterizzare la politica greca; i Greci sono rimasti sulle loro posizioni e hanno anche pianificato d'impadronirsi d'Istanbul, progetto che è stato tuttavia abbandonato in luglio per l'opposizione degli Alleati». Nemmeno una particella del nostro Paese può essere abbandonata senza essere stata intrisa col sangue del suo popolo». Enjoy the videos and music you love, upload original content, and share it all with friends, family, and the world on YouTube. I tedeschi, che speravano di far passare la Grecia dalla propria parte, si guardarono bene dall'attraversare il confine greco. Il maresciallo Putnik dovette essere portato in barella durante l'intera ritirata e morì poco più di un anno dopo in un ospedale in Francia. L'offensiva greca è accolta da una resistenza feroce che culmina nei 21 giorni della battaglia del Sakarya (23 agosto-13 settembre 1921). www.treccani.it e www.silab.it ). Con il "disperato Frankie" (come veniva chiamato d'Esperey dagli inglesi) che spingeva sempre più avanti, l'esercito franco-serbo riconquistò la Serbia e sconfisse molte deboli divisioni tedesche che provavano a bloccare la sua avanzata verso Niš. Spiega che sua moglie e lui stesso sono stati testimoni delle atrocità perpetrate dai Greci nelle regioni di Yalova, Gemlik e Ismid e che non solamente essi hanno visto numerose abitazioni date alle fiamme, ma hanno del pari potuto osservare cadaveri e ascoltare i resoconti dei sopravvissuti in stato di choc. Il fronte macedone (o fronte di Salonicco, o fronte meridionale) fu il risultato del tentativo delle potenze dell'Intesa di venire in soccorso della Serbia, nell'autunno del 1915, contro l'attacco combinato di Germania, Austria-Ungheria e Bulgaria.