amedeov Sab, 08/02/2020 - 17:43 Secondo le recenti stime, le vittime dell’eccidio delle Foibe furono tra le cinquemila e le diecimila: un dato di certo molto vago, frutto del silenzio che per circa un cinquantennio ha circondato il ricordo di tale massacro. Fu una fuga di massa. Storia delle foibe La strage dimenticata. Durante il fascismo l'italianizzazione venne perseguita seguendo, nelle intenzioni, il modello francese (attraverso una serie di provvedimenti come l'italianizzazione della toponomastica, dei nomi propri e la chiusura di scuole bilingui); nei fatti, il modello fascista. Che cosa furono i massacri delle foibe - Focus.it, 30 aprile 1945: la strage nazista a Grugliasco, Le grandi batoste dei Romani (quelli di una volta). I podcast di Focus Storia: Piazza Fontana. Nella primavera del 1945 l’esercito jugoslavo occupò l’Istria (fino ad allora territorio italiano, e dal '43 della Repubblica Sociale Italiana) e puntò verso Trieste, per riconquistare i territori che, alla fine della prima guerra mondiale, erano stati negati alla Jugoslavia. Immagini, definizione e storia dei massacri delle Foibe nella Seconda guerra mondiale e nel dopoguerra… Continua, Giorno del ricordo e giorno della memoria: storia, confronto e differenze fra il ricordo dell'Olocausto e quello dei massacri delle Foibe… Continua, Massacri delle Foibe: definizione e storia dei tragici eventi che si commemorano il 10 febbraio con il Giorno del ricordo… Continua, Considerazioni sul dramma delle foibe, gli eccidi perpetrati ai danni di migliaia di cittadini italiani per motivi etnici e politici durante la Seconda guerra mondiale a Venezia Giulia e… Continua, Foibe: definizione e analisi degli eccidi della Seconda Guerra Mondiale, Foibe: storia, testimonianze e il giorno del ricordo, Massacri delle foibe: il ripasso per il Giorno del Ricordo, Foibe istriane: giorno del ricordo e testimonianze, Le foibe, analisi e riassunto degli eccidi della II Guerra Mondiale, delineato dalla cosiddetta “linea Wilson”, l’8 settembre 1943 l’Italia firmò l’armistizio con gli anglo-americani e i tedeschi assunsero il controllo del nord della penisola. Fin dal dicembre 1945 il premier italiano Alcide De Gasperi presentò agli Alleati «una lista di nomi di 2.500 deportati dalle truppe jugoslave nella Venezia Giulia» ed indicò «in almeno 7.500 il numero degli scomparsi». La pace Il dramma delle terre italiane dell’Est si concluse con la firma del trattato di pace di Parigi il 10 febbraio 1947. E, in seguito, il mancato risarcimento. La persecuzione contro gli italiani iniziò prima del tragico epilogo della Seconda Guerra Mondiale. Soltanto nella zona triestina, tremila sventurati furono gettati nella foiba di Basovizza e nelle altre foibe del Carso. Il trattato di pace consegnò alla Jugoslavia l’Istria, Fiume, Zara e le isole dalmate, con il diritto di Belgrado di confiscare tutti i beni dei cittadini italiani, che avrebbero dovuto essere indennizzati dal governo di Roma. Il martirio di Zara. Per questo motivo proviamo a ricostruire quegli eventi drammatici, e a capire come mai questa tragedia è stata confinata nel regno dell'oblio per quasi sessant'anni. A Fiume, l’orrore fu tale che la città si spopolò. © Copyright 2020 Mondadori Scienza Spa - riproduzione riservata - P.IVA 08386600152. Con Focus D&R trovi più di 250 risposte rigorosamente scientifiche alle domande più curiose, divertenti e (anche) un po' folli che potresti mai immaginare. Fausto BiloslavoTrieste A Trieste un manipolo di pro migranti, pro foibe e nemici della polizia è venuto a dare man forte ai talebani dell'accoglienza locale. La liberazione degli alleati. Tanti riuscirono a sistemarsi faticosamente in Italia, nonostante gli ostacoli dei ministri del partito comunista che - favorevoli alla Jugoslavia - minimizzarono la portata della diaspora. La repressione divenne più crudele durante la guerra, quando ai pestaggi dei fascisti si sostituirono le deportazioni nei campi di concentramento nazisti e le fucilazioni dei partigiani jugoslavi da parte dei nazisti. Tito e i suoi uomini, fedelissimi di Mosca, infatti, iniziarono la loro battaglia di (ri)conquista di Slovenia e Croazia - di fatto annesse al Terzo Reich - senza fare mistero di volersi impadronire non solo della Dalmazia e della penisola d’Istria (dove c’erano borghi e città con comunità italiane sin dai tempi della Repubblica di Venezia), ma di tutto il Veneto, fino all’Isonzo. Questo causò due ingiustizie. I condannati venivano legati l’un l’altro con un lungo fil di ferro stretto ai polsi, e schierati sugli argini delle foibe. Il monumento in onore delle vittime delle foibe a Basovizza. La storia delle foibe è quella che si consumò tra il 1943 ed il 1945. Alla base di tanta violenza ci sono stati soprattutto:- una strategia mirata a colpire gli italiani e chiunque si opponesse all'annessione delle terre contese alla "nuova" Jugoslavia;- la rivalsa per le passate atrocità nazifasciste;- i regolamenti di conti personali (spesso anche legate alle differenti origini) e- la volontà di attuare una rivoluzione comunista includendo Trieste nella Jugoslavia socialista.«Nell’insurrezione i connotati etnici e politici erano uniti a quelli sociali: bersaglio delle retate divennero anche i possidenti italiani, vittime dell'antagonismo di classe che coloni e mezzadri croati avevano accumulato nei confronti dei proprietari italiani» spiega Gianni Oliva nel libro Foibe. Secondo alcune fonti le vittime di quei pochi mesi furono tra le quattromila e le seimila, per altre diecimila. Nei Balcani, e particolarmente in Croazia e Slovenia, le due regioni balcaniche confinanti con l’Italia, il crollo dell’esercito italiano aveva fatalmente coinvolto le due capitali, Zagabria (Croazia) e Lubiana (Slovenia). Gli infoibamenti si perpetuarono fino al 1947: l’esercito slavo si impadronì pian piano dell’Istria, operando una vera e propria pulizia etnica, obbligando gli italiani ad abbandonare la zona e sterminando coloro che decidevano di opporsi a tale violenza. Il dramma di Fiume e il destino dell'istria. Per commemorare le vittime dei massacri delle foibe, nel 2005 è stato istituito il Giorno del Ricordo, giornata commemorativa che si celebra ogni anno il 10 febbraio. Quindi si apriva il fuoco trapassando, a raffiche di mitra, non tutto il gruppo, ma soltanto i primi tre o quattro della catena, i quali, precipitando nell’abisso, morti o gravemente feriti, trascinavano con sé gli altri sventurati, condannati così a sopravvivere per giorni sui fondali delle voragini, sui cadaveri dei loro compagni, tra sofferenze inimmaginabili. Il trattato di pace di Parigi di fatto regalò alla Jugoslavia il diritto di confiscare tutti i beni dei cittadini italiani, con l'accordo che sarebbero poi stati indennizzati dal governo di Roma. Ma andiamo con ordine. Tutta la città si è ritrovata davanti al grande monumento in piazza Martiri delle Foibe, per ricordare le vittime della pulizia etnica dei partigiani jugoslavi nei confronti della popolazione italiana in Istria e Dalmazia, nel secondo Dopoguerra. Alla tragedia delle foibe, l’autore, Luciano Garibaldi, giornalista e storico, ha dedicato, assieme a Rossana Mondoni, quattro libri editi dalle edizioni Solfanelli: «Venti di bufera sul confine orientale», «Nel nome di Norma», dedicato al ricordo di Norma Cossetto, studentessa triestina tra le prime vittime della violenza rossa, «Il testamento di Licia», approfondito dialogo con la sorella di Norma Cossetto, e «Foibe, un conto aperto». Ma con il crollo del Terzo Reich nulla ormai poteva più fermare gli uomini di Tito, irreggimentati nel IX Korpus, e la loro polizia segreta, l’OZNA (Odeljenje za Zaštitu NAroda, Dipartimento per la Sicurezza del Popolo). Vandali in azione questa notte, tra domenica 26 e lunedì 27 aprile, a Turate. Perché i crackers hanno i buchi? Non è difficile quindi immaginare il malcontento che le popolazioni slave iniziarono a covare, ma ciò in cui questo si trasformò è storia di brutalità che non si può comprendere, né giustificare.Focus: Riassunto sulle Foibe. Per comprendere a fondo il fenomeno del massacro delle foibe bisogna andarne a ricercare le radici in quella secolare contesa tra popolazione italiana e popolazione slava per il possesso dei territori di Nord-Est, quelli dell’Adriatico orientale. La sosta persa in viale Milton viene recuperata non solo in via XX Settembre ma anche in largo Martiri delle Foibe. La vera storia dei massacri delle Foibe. LEGGI ANCHE > Com’è nata (davvero) la storia dei cori sulle foibe a Macerata Foiba Basovizza, Salvini dice che i morti delle foibe hanno pagato la colpa di non essere comunisti. Correre una maratona fa ringiovanire? Con il crollo del regime i fascisti e tutti gli italiani non comunisti vennero considerati nemici del popolo, prima torturati e poi gettati nelle foibe. La vendetta di Tito. Tra il maggio e il giugno del 1945 migliaia di italiani dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia furono obbligati a lasciare la loro terra. Interi nuclei familiari raggiunsero l’Italia ben prima che si concludessero le vicende della Conferenza della pace di Parigi (1947), alla quale - come dichiarò Churchill - erano legate le sorti dell’Istria e della Venezia Giulia. I massacri delle foibe Uomini e donne, istriani, dalmati e fiumani, che, dal 1943 al 1947, subirono repressioni da parte dei fedelissimi del dittatore Tito . Questo numero di Focus è speciale perchè l'astronauta dell'Esa Luca Parmitano ci ha affiancato per realizzare un giornale dedicato alle frontiere della scienza, dalla caccia agli esopianeti alla lotta contro il coronavirus fino agli organi stampati in 3d. Racconta gli avvenimenti, la politica, le mode, la cultura, lo sport. Prima delle foibe: il terrorismo panslavista e la lotta italiana; Prima delle foibe: il terrorismo panslavista e la lotta italiana. Il fenomeno “foibe” è riferito fondamentalmente a due eventi distinti, con dinamiche e modalità diverse: il primo è successivo alla dissoluzione dell’autorità italiana con l’armistizio dell’8 settembre ’43 e riguardò principalmente l’Istria, il secondo è conseguenza della presa di potere da parte dei partigiani e dell’Esercito Popolare Jugoslavo nel maggio del ’45. Dopo la guerra, infatti, Trieste e il suo circondario erano diventati un Territorio Libero, amministrato dalla comunità internazionale e dalla Jugoslavia. Altri furono uccisi dai partigiani di Tito, gettati nelle foibe o deportati nei campi sloveni e croati. Martiri delle Foibe: “A Vercelli assordante silenzio” Nelle foto l’0maggio floreale di Casa Pound e i militanti mentre puliscono l’area. Trieste italianaSolo nell’ottobre del 1954 l’Italia prese il pieno controllo di Trieste, lasciando l’Istria all’amministrazione jugoslava. Rifiutò di ammettere nuovi esuli nei campi profughi di Trieste con la scusa che non c’era più posto e, in una serie di relazioni a De Gasperi, parlò di «fratellanza italo-slovena e italo-croata», sostenne la necessità di scoraggiare le partenze e di costringere gli istriani a rimanere nelle loro terre, affermò che le notizie sulle foibe erano «propaganda reazionaria». Dopo la I guerra mondiale, dal 1918 al 1943, la Venezia Giulia e la Dalmazia furono amministrativamente italiane, ma oltre la metà della loro popolazione era composta da sloveni e croati. Settembre 30, 2019 Marco Vigna 4 commenti. Le uccisioni avvenivano in maniera spaventosamente crudele. Le foibe istriane del ‘43La prima ondata di violenza esplose dopo la firma dell’armistizio, l’8 settembre 1943: in Istria e in Dalmazia i partigiani jugoslavi di Tito si vendicarono contro i fascisti che, nell'intervallo tra le due guerre, avevano amministrato questi territori con durezza, imponendo un'italianizzazione forzata e reprimendo e osteggiando le popolazioni slave locali. I numeri delle vittime. L'esodo. Martiri delle Foibe: “A Vercelli assordante silenzio”. Guarda anche: Le foibe, analisi e riassunto degli eccidi della II Guerra Mondiale. Fino alla fine di aprile del 1945 i partigiani jugoslavi erano stati tenuti a freno dai tedeschi che avevano dominato Serbia, Croazia e Slovenia con il pugno di ferro dei loro ben noti sistemi (stragi, rappresaglie dieci a uno, paesi incendiati e distrutti). Secondo alcune fonti le vittime di quei pochi mesi furono tra le quattromila e le seimila, per altre diecimila. La stragrande maggioranza degli esuli emigrò in varie parti del mondo cercando una nuova patria: chi in Sud America, chi in Australia, chi in Canada, chi negli Stati Uniti. Nel 2005 gli italiani furono chiamati per la prima volta a celebrare il «Giorno del Ricordo», in memoria dei quasi ventimila nostri fratelli torturati, assassinati e gettati nelle foibe (le fenditure carsiche usate come discariche) dalle milizie della Jugoslavia di Tito alla fine della seconda guerra mondiale. Il regime fascista di Mussolini aveva decretato il proprio fallimento con la storica riunione del Gran Consiglio del Fascismo del 25 luglio 1943. Martiri delle Foibe: Lissone non dimentica. La giornata si celebra per conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre da parte di istriani, fiumani e dalmati, avvenuto nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale. by Redazione 10 Febbraio 2020. Nocera ha ricordato le vittime delle foibe. Gli avvenimenti dei primi anni novanta, comportarono l’abbattimento di tutti quegli elementi che avevano costituito un ostacolo alla pubblicizzazione delle foibe. Le uccisioni di italiani - nel periodo tra il 1943 e il 1947 - furono almeno 20mila; gli esuli italiani costretti a lasciare le loro case almeno 250mila. Al massacro delle foibe seguì l’emigrazione forzata dei cittadini di etnia e di lingua italiana dalla Venezia Giulia e dalla Dalmazia, territori del regno d’Italia prima occupati dall’Esercito del Maresciallo Tito e successivamente annessi alla Jugoslavia. Ascesa e declino di Sparta, la polis greca che dominò il Peloponneso con la sua incredibile forza militare e un'organizzazione sociale che forgiava soldati e cittadini pronti a tutto. In Prima News è un quotidiano on line. Infatti, la Divisione Neozelandese del generale Freyberg entrò nei sobborghi occidentali di Trieste nel tardo pomeriggio del 1° maggio 1945, mentre la città era ancora formalmente in mano ai tedeschi che, asserragliati nella fortezza di San Giusto, si arresero il 2, impedendo in tal modo a Tito di sostenere di aver «preso» Trieste. Con il passare del tempo, però, il termine foibe è diventato un modo per descrivere i massacri ai danni degli italiani che si verificarono tra il concludersi della Seconda Guerra mondiale e l’immediato dopoguerra - precisamente tra il 1943 e il 1947 - per mano dei partigiani jugoslavi. Oggi, lunedì 10 febbraio, è il Giorno del ricordo per le vittime delle foibe. Le foibe sono cavità carsiche di origine naturale con un ingresso a strapiombo. Massacri delle Foibe Storia per capire cosa sono stati e cosa è successo prima e dopo il giorno del ricordo, riassunto, immagini e foto. Le foibe tecnicamente sono le cavità naturali presenti sul Carso. Schema di una foiba tratto da una pubblicazione del 1946 del CNL istriano. Fu soltanto dopo il 1989 (con il crollo del muro di Berlino e l'autoestinzione del comunismo sovietico) che nell’impenetrabile diga del silenzio incominciò ad aprirsi qualche crepa. Il monumento in onore delle vittime delle foibe a Basovizza. Il massacro delle foibe iniziò a cessare solo a partire dal 10 febbraio 1947, quando la Jugoslavia riottenne le province di Fiume, Zara, Pola e di altri territori grazie al trattato di Parigi. Iniziativa di CasaPound nella via dedicata alle vittime dei comunisti jugoslavi. Il freno dei nazisti. Una prima ondata di violenza esplose già durante gli anni della Seconda Guerra Mondiale, nel momento in cui, l’8 settembre 1943 l’Italia firmò l’armistizio con gli anglo-americani e i tedeschi assunsero il controllo del nord della penisola instituendo un governo fantoccio guidato da Mussolini. Cosa posso comprare nel mondo con un euro? È una disputa che vide il suo inizio con la fine della Prima Guerra mondiale, quando il confine tra Italia e Jugoslavia venne delineato dalla cosiddetta “linea Wilson”: gli slavi videro sottrarsi una cospicua fetta dell’Istria dagli italiani e circa 500mila slavi si ritrovarono a vivere in t… Il 10 febbraio del 2005 il Parlamento italiano ha deciso di dedicare la giornata alle vittime delle foibe, denominandola “Giorno del Ricordo”. Ma tanti riuscirono a sistemarsi - faticosamente - in Italia. Notizie, foto, video di Scienza, Animali, Ambiente e Tecnologia - Focus.it. Tra maggio e giugno migliaia di italiani abitanti dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia furono obbligati a lasciare la loro terra. Qui avevano avuto il sopravvento le forze politiche comuniste guidate da Josip Broz, nome di battaglia «Tito», che avevano finalmente sconfitto i famigerati “ustascia” (i fascisti croati agli ordini del dittatore Ante Pavelic che si erano macchiati di crimini), e i non meno odiati “domobranzi”, che non erano fascisti, ma semplicemente ragazzi di leva sloveni, chiamati alle armi da Lubiana a partire dal 1940, allorché la Slovenia era stata incorporata nell’Italia divenendone una provincia autonoma. Altri furono uccisi dai partigiani di Tito, gettati nelle foibe o deportati nei campi sloveni e croati. Come avvenivano le esecuzioniLe uccisioni avvenivano in maniera spaventosamente crudele. È una disputa che vide il suo inizio con la fine della Prima Guerra mondiale, quando il confine tra Italia e Jugoslavia venne delineato dalla cosiddetta “linea Wilson”: gli slavi videro sottrarsi una cospicua fetta dell’Istria dagli italiani e circa 500mila slavi si ritrovarono a vivere in territorio straniero, sotto il dominio di un popolo a tratti oppressore. In sostanza bisognava determinare dove sarebbe passato il confine tra Italia e Jugoslavia. Interesse politico in atti d'ufficio. Prima di tutto l'esodo forzato delle popolazioni italiane istriane e giuliane che fuggivano a decine di migliaia, abbandonando le loro case e ammassando sui carri trainati dai cavalli le poche masserizie che potevano portare con sé. Quindi si apriva il fuoco trapassando, a raffiche di mitra, non tutto il gruppo, ma soltanto i primi tre o quattro della catena, i quali, precipitando nell’abisso, morti o gravemente feriti, trascinavano con sé gli altri sventurati, condannati così a sopravvivere per giorni sui fondali delle voragini, sui cadaveri dei loro compagni, tra sofferenze inimmaginabili. Nel 1943, dopo tre anni di guerra, le cose si erano messe male per l'Italia. Perché Beethoven cambiò per sempre il mondo della musica; gli esordi dell'Aids, l'epidemia che segnò un'epoca. In due riprese, durante la Seconda guerra mondiale e nell’immediato dopoguerra furono il palcoscenico di sommarie esecuzioni quando i partigiani comunisti del maresciallo Tito vi gettarono migliaia di persone colpevoli di essere italiane, fasciste o contrarie al regime comunista. La risposta va ricercata in una sorta di tacita complicità, durata decenni, tra le forze politiche centriste e cattoliche da una parte, e quelle di estrema sinistra dall’altra. , dedicato al ricordo di Norma Cossetto, studentessa triestina tra le prime vittime della violenza rossa, , approfondito dialogo con la sorella di Norma Cossetto, e, Mummia: ritratto di donna, corpo di bambina. L'Italia era alle prese con la gestione della transizione tra monarchia e repubblica. ... Toscana gialla prima di domenica 20 dicembre, Giani ci spera. Prima delle foibe, l’esodo dimenticato dei dalmati; Prima delle foibe, l’esodo dimenticato dei dalmati. L'esodoI nuovi confini furono la causa dell'esodo forzato delle popolazioni italiane istriane e giuliane che fuggirono a decine di migliaia, abbandonando le loro case e ammassando sui carri trainati dai cavalli le poche masserizie che potevano portare con sé.La stragrande maggioranza degli esuli emigrò in varie parti del mondo cercando una nuova patria: chi in Sud America, chi in Australia, chi in Canada, chi negli Stati Uniti. Ogni mese in edicola potrai scegliere la rivista che più di appassiona. Il giorno del ricordoNel 2004 il Parlamento italiano approvò la «legge Menia» (dal nome del deputato triestino Roberto Menia, che l’aveva proposta) che istituiva il «Giorno del Ricordo» da celebrarsi il 10 febbraio (anniversario del trattato di Parigi). Foibe, un ricordo sempre al netto delle colpe. iniziamo: Prefazione: Un filo rosso che lega idealmente i fatti che vogliamo raccontare in queste pagine, con i giorni in cui il nostro lavoro è andato in stampa. S.O.S. Come si moriva nelle foibe. Reggio Emilia nega una via a vittima delle Foibe: "Storia non certa" Norma Cossetto, medaglia d'oro di Ciampi, morì a 23 anni: "Lo dice solo la famiglia". Recupero di resti umani dalla foiba di Vines, località Faraguni, presso Albona d'Istria negli ultimi mesi del 1943. Dopo l’otto settembre 1943, ad una prima ritirata (precipitosa) delle truppe regie, subentrano i tedeschi e i repubblichini di Salò. L’obiettivo era l’occupazione dei territori italiani. L’Italia riuscì ad assumere pienamente il controllo di Trieste solo nell’ottobre 1954, vedendosi obbligata a lasciare l’Istria nelle mani della Jugoslavia. Ma vennero giustiziati anche i partigiani che non accettavano l’invasione jugoslava e normali cittadini (per regolamenti di conti personali o per la volontà di attuare una rivoluzione comunista). Con il crollo del regime - siamo ancora alla fine del 1943 - i fascisti e tutti gli italiani non comunisti vennero considerati nemici del popolo, prima torturati e poi gettati nelle foibe. La prima ondata di violenza esplose proprio dopo la firma dell’armistizio, l’8 settembre 1943: in Istria e in Dalmazia i partigiani jugoslavi di Tito si vendicarono contro i fascisti che, nell'intervallo tra le due guerre, avevano amministrato questi territori con durezza, imponendo un'italianizzazione forzata e reprimendo e osteggiando le popolazioni slave locali. Per questo vogliamo ribadire quanto scrivevamo già due anni fa con la prima Giornata del Ricordo per onorare le vittime delle foibe. Foibe di Sesana e Orle - Nel 1946 sono stati recuperati corpi infoibati. Gli Stati Uniti, favorevoli all’Italia, proposero una linea che lasciava al nostro Paese gran parte dell’Istria. Il 3 novembre 1991, l’allora presidente della Repubblica Francesco Cossiga si recò in pellegrinaggio alla foiba di Basovizza e, in ginocchio, chiese perdono per un silenzio durato cinquant’anni. “Dopo l’assordante silenzio che la […] Un altro presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro, si era recato, in reverente omaggio ai Caduti, davanti al sacrario di Basovizza l’11 febbraio 1993. mediaset oggi e domani dovra' ricordare mediaset con 1947 canzone triste e lamentosa gli innocenti bambini neonati e tutti i martiri delle foibe. La prima formazione alleata a liberare Venezia e poi Trieste fu la Divisione Neozelandese del generale Freyberg, l’eroe della battaglia di Cassino, appartenente all’Ottava Armata britannica. Il 26 ottobre 1954 la città cessò di essere territorio internazionale e tornò a fare parte dell’Italia. Per comprendere a fondo il fenomeno del massacro delle foibe bisogna andarne a ricercare le radici in quella secolarecontesa tra popolazione italiana e popolazione slava per il possesso dei territori di Nord-Est, quelli dell’Adriatico orientale. Il dramma delle terre italiane dell’Est si concluse con la firma del trattato di pace di Parigi il 10 febbraio 1947. Eppure quelle persone meritano, esigono di essere ricordate. Le prime vittime di una lunga scia di sangue. Vittime delle Foibe, l’azione di CasaPound Dopo Chivasso, anche a Settimo gli appartenenti al gruppo CasaPound hanno deciso di onorare le vittime delle Foibe. Il giorno del ricordo. La conferenza di pace di Parigi. È in quelle voragini dell'istria che fra il 1943 e il 1947 sono gettati, vivi e morti, quasi diecimila italiani. Nella foto, una casa nei pressi di Trieste nel 1948. Le zone colpite furono quelle del Venezia-Giulia e dell’Istria, in cui ad oggi sono state trovate più di 1700 foibe. I condannati venivano legati l’un l’altro con un lungo fil di ferro stretto ai polsi, e schierati sugli argini delle foibe. Come è stato possibile che una simile tragedia sia stata confinata nel regno dell’oblio per quasi sessant’anni? I sovietici, favorevoli ai comunisti di Tito, proposero un confine che lasciava Trieste e parte di Gorizia alla Jugoslavia. La stratificazione della foiba di Basovizza. Altri furono uccisi dai partigiani di Tito, gettati nelle foibe o deportati nei campi sloveni e croati. I NUMERI DELLE VITTIME. Morirono, si stima, circa un migliaio di persone. Foibe di Opicina, di Campagna e di Corgnale – "Vennero infoibate circa duecento persone e tra queste figurano una donna ed un bambino, rei di essere moglie e figlio di un carabiniere …"(G. Holzer 1946). Scopri il mondo Focus. Emilio Sereni, che ricopriva la determinante carica di ministro per l’Assistenza post-bellica, e sul cui tavolo finivano tutti i rapporti con le domande di esodo e di assistenza provenienti da Pola, da Fiume, dall’Istria e dalla ex Dalmazia italiana, anziché farsene carico e rappresentare all’opinione pubblica la drammaticità della situazione minimizzò la portata del problema. Lo fa con imparzialità. Nel mirino è finito il monumento in ricordo delle Foibe e dei martiri di Fiume, Istria e Dalmazia, posizionato nel piazzale del cimitero in via Ugo Foscolo. Tanti, infatti, ne erano passati tra quel quadriennio 1943-47 che vide realizzarsi l’orrore delle foibe, e l’auspicato 2004, quando il Parlamento approvò la «legge Menia» (dal nome del deputato triestino Roberto Menia, che l’aveva proposta) sulla istituzione del «Giorno del Ricordo». “Io credo che non si possa parlare di foibe senza parlare anche di cosa è accaduto prima, ma non si può neanche parlare di ciò che è accaduto prima come giustificazione delle foibe.” (OLIVA) Direttore: Silvia Calandrelli Visibile sul canale 146 del digitale terrestre e sul 33 di Tivusat