seduto, dunque, in mezzo agli altri, per caso gir� il castone dell�anello "Per Zeus, non sarà facile evitarlo! "Ma se qualcuno ci chiedesse quali sono questi argomenti e questi miti, che cosa diremmo?". E nelle favole mitiche di cui abbiamo appena parlato, dato che ignoriamo come si sono veramente svolti i fatti antichi, non rendiamo utile la menzogna modellandola il più possibile sulla verità? Quando ci fu la consueta riunione dei pastori per dare al re il rendiconto mensile sullo stato delle greggi, si presentò anch'egli, con l'anello al dito; quindi, mentre era seduto in mezzo agli altri, girò per caso il castone dell'anello verso di sé, all'interno della mano, e così divenne invisibile ai compagni che gli sedevano accanto e che si misero a parlare di lui come se fosse andato via. ", chiese. "Allora è chiaro quali caratteristiche fisiche deve avere il guardiano". O no?". La Nereide Teti cercò inutilmente, attraverso varie metamorfosi, a sfuggire alla violenza di Peleo, dalla quale nacque Achille. di Gige        (testo originale). La República Libro IV - Resumen La Repubblica. "Ma non capisco che cosa intendi per favole maggiori". ", "Possiamo allora stabilire senza timore che anche l'uomo, se vuole essere mite con i familiari e le persone conosciute, deve possedere un'indole filosofica e amante dell'apprendimento?". [28] Ma se uno canta le sventure di Niobe, a cui si riferiscono questi giambi, o dei Pelopidi [29] o di Troia o altre del genere, gli si deve impedire di ascrivere queste vicende all'opera di un dio, altrimenti bisogna trovare per esse una giustificazione come quella che stiamo cercando ora, e dire che la divinità ha compiuto azioni giuste e buone e che quei personaggi trassero giovamento dalla punizione ricevuta; ma non si deve permettere al poeta di asserire che chi pagò il fio fu infelice a causa della divinità. La Repubblica di Platone, riassunto di Filosofia facile, semplice, completo per studiare e memorizzare rapidamente. 19) Nell'introdurre la classe più alta della città ideale, Platone non distingue ancora tra guerrieri e governanti; tale distinzione sarà affrontata nei libri 6 e 7. "Dimmi un po': ti sembra che esista un bene tale che potremmo accettarlo non per il desiderio dei vantaggi che ne derivano, ma perché ci è caro per se stesso, come la gioia e tutti i piaceri che non arrecano danno e che per il tempo a venire non comportano altro che il godimento del loro possesso?" "Perciò, pur tributando molti elogi a Omero, non lo loderemo per il sogno inviato a Zeus ad Agamennone; [33] né approveremo Eschilo, là dove Teti dice che Apollo, cantando alle sue nozze, "celebrava la sua bella figliolanza", "le lunghe vite da malanni immuni, e tutte disse le mie sorti agli dèi care, poscia intonò il peana, rallegrandomi. Un giorno, a causa delle forti piogge e di un terremoto, la terra si spaccò e si produsse una fenditura nel luogo in cui teneva il gregge al pascolo. i classici del pensiero 1 2. "E in più devono essere coraggiosi, per combattere bene". 14,25 € Il simposio Platone. Questo, Socrate, e forse ancora di più potrebbero dire Trasimaco e altri sulla giustizia e l'ingiustizia, confondendo però grossolanamente le loro caratteristiche, a mio parere. ", replicai. Ci vorranno anche molti altri animali da pascolo, se c'è chi ne mangia. "Non ti sembra che al futuro guardiano sia indispensabile un'altra dote, il possesso di un'indole filosofica oltre che animosa?". Beni di questo genere li apprezziamo per entrambe le ragioni". Il contadino, a quanto pare, non costruirà da sé l'aratro, se dev'essere un buon aratro, né la zappa, né gli altri attrezzi agricoli. "Più o meno questi", risposi: "bisogna sempre rappresentare la divinità qual è veramente, tanto nell'epica quanto nella lirica e nella tragedia". 25) Omero, Ilias, libro 24, versi 527-532, con qualche variante e con l'omissione dei versi 529 e 531. "Sì", dissi. "Dove troveremo un carattere mite e ardente allo stesso tempo? Perciò, quando prende parte a contese pubbliche e private, ne esce vincitore e ha la meglio sugli avversari; in questo modo si arricchisce, benefica gli amici e danneggia i nemici, offre agli dèi sacrifici e doni votivi con il dovuto decoro, e si procura il favore degli dèi e di qualsiasi uomo desideri molto meglio dell'uomo giusto. dove il desiderio condurr� ciascuno dei due. La Repubblica di Platone: btfp Home > Ipertesti > La Repubblica di Platone > Il quarto libro: le felicità dei custodi. Il giovane infatti non sa distinguere ciò che è allegoria da ciò che non lo è, ma le opinioni che accoglie a questa età diventano di solito incancellabilì e immutabili; per questo forse bisogna fare ogni sforzo affinché le prime cose ascoltate dai giovani siano miti composti nel miglior modo possibile per incitarli alla virtù". "In effetti", disse, "questi racconti sono imbarazzanti". Omero, Ilias, libro 4, verso 70 e seguenti. Non si sa di quale tragedia faccia parte il frammento. "Ma ascolta quest'altro discorso, poiché dobbiamo esporre anche le argomentazioni contrarie alle sue, quelle che lodano la giustizia e biasimano l'ingiustizia, di modo che sia più chiaro ciò che a mio avviso vuol dire Glaucone. Non potrebbe mentire rendendo verosimili i fatti antichi perché li ignora?". Gige "Perché l'oggetto del lavoro, credo, non è disposto ad aspettare il comodo del lavoratore, ma è necessario che il lavoratore segua il proprio lavoro non come un'occupazione accessoria". Non limitarti dunque a dimostrare nel tuo ragionamento che la giustizia è superiore all'ingiustizia, ma spiega quali effetti, prodotti da entrambe su chi le possiede, rendono l'una di per sé un male, l'altra un bene; e lascia perdere le opinioni, come ha raccomandato Glaucone. "In tutto e per tutto", disse. dopo avergli sottratto null�altro che l�anello d�oro che portava al dito, Non bisogna invece accogliere nella città le fole di Era incatenata dal figlio [22] e di Efesto scagliato giù dal padre quando stava per venire in aiuto della madre percossa, [23] né le battaglie degli dèi inventate da Omero, [24] che abbiano o meno un significato allegorico. [5] Museo e suo figlio [6] attribuiscono ai giusti doni divini ancora più copiosi di questi: nei loro versi li conducono nell'Ade e li mettono a sdraiare, poi apparecchiano il banchetto degli uomini pii e li fanno stare tutto il tempo cinti di corone ed ebbri, ritenendo che un'eterna ebbrezza sia la più bella mercede della virtù. ", esclamò. Non è così?". 35) Ad Atene, in occasione delle rappresentazioni teatrali, il poeta chiedeva all'arconte eponimo l'autorizzazione a mettere in scena un nuovo dramma e a ingaggiare il coro. italiana, spagnola e portoghese-BY UWE OMMER-SIGILLATO . "E se chi ha questo incarico partirà a mani vuote, senza portare con sé nulla di quanto occorre a chi fornisce le merci d'importazione di cui necessitano i nostri cittadini, tornerà a mani vuote. Non è forse difficile trovarne una migliore di quella scoperta già da tanto tempo? E ci occorrerà anche un numero maggiore di servitori: non ti sembra che avremo bisogno di pedagoghi, balie, nutrici, acconciatrici, barbieri, e poi di cuochi e macellai? Ma caro, dirà il nostro amico facendo i suoi conti, le iniziazioni e gli dèi liberatori [15] sono molto potenti, come dicono le città più forti e i figli degli dèi, ovvero i poeti e gli interpreti di stirpe divina, i quali rivelano che le cose stanno così. "Le tue parole mi fanno riflettere che innanzitutto ciascuno di noi non nasce identico agli altri, ma con una precisa disposizione per una particolare attività. ", obiettò. E come può non amare l'apprendimento chi distingue il proprio e l'altrui grazie alla conoscenza e all'ignoranza? "Il nostro uomo avrà dunque tali qualità. "Che nessuno vuole essere coscientemente ingannato nella parte più importante di sé e sulle questioni più importanti, ma teme più di ogni altra cosa di essere colto in fallo proprio lì". ( Imbandiremo loro anche pasticci di fichi, ceci e fave, e arrostiranno al fuoco, sotto la cenere, bacche di mirto e ghiande, bevendo moderatamente; così passeranno la vita in pace e in buona salute, com'è naturale, moriranno vecchi e trasmetteranno un analogo modo di vivere ai loro discendenti". Se infatti in entrambi i casi non eliminerai le opinioni vere e aggiungerai quelle false, diremo che tu non elogi la giustizia, ma la sua apparenza, e non biasimi l'essere ingiusti, ma il sembrarlo; e in definitiva consigli di essere ingiusti di nascosto, in pieno accordo con Trasimaco sul fatto che la giustizia è un bene altrui, ovvero l'interesse del più forte, mentre l'ingiustizia è utile e vantaggiosa a se stessa e dannosa al più debole. "Quando nel racconto si dà una cattiva rappresentazione della natura degli dèi e degli eroi, come un pittore che dipinge immagini per nulla simili a quelle che voleva riprodurre". "Se dipendesse da me", risposi, "preferirei persuadervi davvero". Per quale ragione dunque dovremmo ancora preferire la giustizia alla più grande ingiustizia, se acquistandocela con un falso decoro staremo a nostro agio con gli dèi e con gli uomini sia da vivi sia da morti, come vuole l'opinione della gente e degli individui eccellenti? Orfeo era figlio della Musa Calliope e alcune fonti lo indicano come padre di Museo, la cui madre era Selene, cioè la Luna. "Lo si può vedere anche in altri animali, ma soprattutto in quello che abbiamo paragonato al guardiano. Il All'interno del quarto libro Platone affronta uno dei temi più importanti del suo pensiero politico: l'anima dell'uomo. E l'esame di questo problema può tornarci utile per individuare l'oggetto di tutta la nostra indagine, ossia come nascono in una città la giustizia e l'ingiustizia? In realtà diranno che l'ingiusto, dal momento che dedica i suoi sforzi a una cosa attinente alla verità e non vive secondo l'apparenza, non sembra ingiusto ma vuole esserlo, "nella mente frutto traendo da profondo solco, donde germogliano gli accorti intendimenti". "Dunque avremo bisogno anche di mercanti". Platone. All’inizio del IV libro, dopo che Socrate, per evitare, in chi governa, il rischio del conflitto di interessi, ha precluso ai custodi la famiglia e la proprietà privata, Adimanto propone una obiezione. E allora?". Allora Glaucone e gli altri mi pregarono di aiutarli in ogni modo e di non lasciar cadere il discorso, ma di indagare la natura della giustizia e dell'ingiustizia e l'utile che l'una e l'altra veramente arreca. "Perché credi", incalzai, che io stia parlando di chissà cosa, mentre sto solo dicendo che nessuno accetterebbe mai di accogliere e conservare nell'anima l'inganno sulla natura delle cose, e di restare così nell'ignoranza possedendo e tenendo in sé la menzogna, anzi tutti la odiano soprattutto in questa circostanza". "Sarà dunque nostro compito, a quanto pare, scegliere, se ne siamo capaci, gli individui che abbiano un'indole adatta alla difesa della città". 20) Urano teneva i figli rinchiusi nel grembo della loro madre Gea, che spinse Crono, il più giovane di loro, a evirare il padre con un falcetto; cfr. [9] Inoltre presentano una folla di libri di Museo e di Orfeo, discendenti, a loro dire, della Luna e delle Muse; [10] e sulla base di questi libri compiono i loro riti, convincendo non solo i singoli, ma anche le città, che esistono sia per chi è ancora in vita sia per chi è morto assoluzioni e purificazioni dalle colpe per mezzo di sacrifici e piacevoli divertimenti, ai quali danno il nome di iniziazioni capaci di liberarci dai mali di laggiù, mentre pene terribili attendono chi non compie tali sacrifici. Scritta nell’arco di molti anni, la Repubblica è uno specchio fedele della vastità e della complessità della speculazione platonica, di cui si può considerare a buon diritto la summa e la sintesi. A quel punto prese la parola Glaucone: "A quanto sembra, tu fai pranzare questi uomini senza companatico!". II Libri 2º e 3º. "Allora la nostra città ha bisogno di un maggior numero di contadini e degli altri artigiani". ", "Però abbiamo impedito al calzolaio di mettersi a fare il contadino, il tessitore o l'architetto e gli abbiamo ordinato di fare il calzolaio, per ottenere buoni risultati dal suo lavoro; allo stesso modo abbiamo assegnato a ciascun individuo una sola attività, quella per cui aveva una naturale disposizione e che doveva svolgere bene, praticandola per tutta la vita senza interessarsi degli altri lavori e senza lasciarsi sfuggire le occasioni propizie. 5) Omero, Odyssea, libro 19, versi 109-113. La Repubblica di Platone: btfp Home > Ipertesti > La Repubblica di Platone > Il secondo libro: la sfida di Glaucone. delle piccole porte, piegatosi lungo le quali vide un cadavere che c�era neppure sfiorasse i beni degli altri, sembrerebbe essere sciaguratissimo e folle avere pi� di un altro, fatto che ogni natura � naturalmente portata a Allora io espressi la mia opinione: "A mio parere la ricerca che stiamo per intraprendere non è di poco conto, ma si addice a chi abbia una vista acuta. Questi ini zia a discutere con Socrate sui presunti svantaggi e sui benefici della vecchiaia, dichiarando che le ricchezze aiutano l'uomo a sopportare l'età senile e a comportarsi in modo giusto. Si nutriranno ricavando farina dall'orzo e dal frumento, cuocendo e impastando, e serviranno ottime focacce e pani su un canna o su foglie pulite; e sdraiati su giacigli cosparsi di smilace [18] e mirto banchetteranno essi e i loro figli bevendo vino e cantando inni agli dèi col capo cinto di corone. se ne and�. Ed egli replicò: "Socrate, se fondassi una città di porci, li pasceresti con un cibo diverso da questo?". Tanto che, qualora si facciano reciprocamente ingiustizia, la subiscono ed hanno I "Ecco che falegnami, fabbri e molti artigiani come loro si associano alla nostra piccola città e la ingrossano". altri, ingannandosi l�uno con l�altro per la paura di subire ingiustizia. 15) Così erano chiamate alcune divinità ctonie, come Dioniso e Demetra; nel successivo riferimento alle "città più forti" è infatti adombrata Atene, centro di irradiazione dei misteri eleusini. L'origine Riassunto libro I-II-III-IV-VII-IX-X. 4,7 su 5 stelle 131. "Sì", disse, "hanno bisogno di tutte queste qualità". Black ladies. discorsi ( della gente ). "Un caso come questo è dunque possibile", dissi, "e non andiamo contro natura cercando un guardiano che abbia tali requisiti". "Ascolta ora il primo argomento che avevo preannunciato, ovvero che cos'è la giustizia e da dove nasce. ", "Sotto quale aspetto allora la menzogna è utile alla divinità? "Perciò, a quanto pare, dobbiamo innanzitutto sorvegliare i creatori di favole, scegliendo quelle composte bene e scartando quelle composte male. Oppure è così facile che un contadino o un calzolaio o chi pratica una qualsiasi altra arte sarà allo stesso tempo anche un guerriero, mentre nessuno può essere un bravo giocatore di dama o di dadi se fin da ragazzo non si è esercitato a tempo pieno, ma solo saltuariamente? ", incalzai. cos�� e da dove � giunta la giustizia. "No", risposi, "almeno se tu e tutti noi abbiamo stipulato un buon accordo, quando abbiamo dato forma alla città: abbiamo convenuto, se ti ricordi, che è impossibile per una sola persona praticare bene molte arti". 17/18 tratto del suolo e si creasse una voragine nel punto dove egli stava pascolando. Durante le feste Bendidie, Socrate si reca con Glaucone e altri a casa di Cefalo. Quindi, dato che "l'apparire forza anche la verità" [12] ed è arbitro della felicità, come mi dimostrano i sapienti, debbo assolutamente volgermi ad esso e tracciare attorno a me un'immagine adombrata di virtù, a mo' di facciata esterna, trascinandomi dietro la volpe astuta e versatile del sapientissimo Archiloco. Credi forse che il dio sia un mago, capace di apparire a bella posta in svariate forme, e che a volte sia proprio lui a presentarsi e cambiare il proprio aspetto in molte sembianze, a volte invece ci inganni suscitando in noi questa impressione? ottenne il potere. Massimiliano Rossi 3,106 views. "Perciò", ripresi, "è anche impossibile che un dio voglia trasformarsi, ma a quanto pare, avendo il più alto grado di bellezza e di virtù, ogni dio semplicemente mantiene sempre la sua forma". La Repubblica PLATONE, MONDADORI, TESTO ORIGINALE GRECO A FRONTE, GIUSEPPE LOZZA. "Sì", disse. Ma quanto più ho fiducia in voi, tanto più sono incerto sul da farsi. Ciò nel suo complesso è una menzogna, che però contiene anche un fondo di verità. Non è così? ", "E il territorio, che bastava a nutrire gli abitanti di allora, diventerà piccolo, da sufficiente che era. La sua uccisione da parte delle Baccanti attesta il suo rapporto con i misteri dionisiaci, di cui era considerato il fondatore; sotto il suo nome fu inoltre raccolto un corpus di scritti cosmogonici ed esoterici. "No, per Zeus", fece lui, "anche a me sembra che non sia opportuno narrare simili storie.". A questo punto il fratello di Glaucone disse: "Sì, io credo proprio che questa indagine sia utile al nostro scopo". 11) Libera citazione da Pindaro, frammento 201 Bowra = 213 Maehler. neppure sfiorasse i beni degli altri, sembrerebbe essere sciaguratissimo e folle "Potrebbe mentire allora per timore dei nemici? verso di s�, verso il palmo della mano; una volta fatto cos�, egli divenne Infatti sia le une sia le altre devono avere la stessa impronta e produrre lo stesso effetto. "Ma è anche chiaro, credo, che se uno lascia passare il momento opportuno per fare una cosa, questa va in malora". "Allora", feci io, "non è scusabile lo stupido errore commesso da Omero o da un altro poeta a proposito degli dèi, quando affermano che "sulla soglia di Zeus due otri son posti pieni di sorti, l'uno di buone, l'altro di tristi", e a chi Zeus dà una mescolanza di entrambi "ora un male gli tocca, ora s'imbatte in un bene", a chi invece concede una sorte non mista, ma attinta solo dal secondo, "mala fame lo spinge sopra la terra divina"; né si deve accettare l'idea che Zeus sia per noi "dispensiere di beni e di mali". giusto ed all�ingiusto, di fare ci� che vuole, poi lo seguissimo, osservando Articolo correlato: REPUBBLICA, LIBRO III: POESIA E MUSICA. subirle. E soprattutto a quell'età che ciascun individuo viene plasmato e segnato con l'impronta che gli si vuole imprimere". "Ma come? Tale, Socrate, è dunque la natura e l'origine della giustizia, secondo l'opinione corrente". di Daniele. "Ora, se la divinità è realmente buona, non va definita in questi termini? sfrutta i poteri dell'anello        LA- Repubblica - Riassunto libro I-II-III-IV-VII-IX-X. a.C.), nel settimo libro della Repubblica di Platone (Atene, V sec. Dunque, o Socrate, la natura della giustizia � Esiodo, Theogonia 154-182. imposto dalla legge �legale� e �giusto�. Di qui cominciarono a stabilire leggi e patti tra loro e a dare a ciò che viene imposto dalla legge il nome di legittimo e di giusto. [2] Bisogna però togliergli l'apparenza di giustizia, perché se sembrerà giusto, avrà per questa sua fama onori e ricompense, e non sarebbe chiaro se si comporta così per amore di giustizia o per ricevere donativi e onori. Così eviteremo di omettere un argomento importante o di tirarlo troppo in lungo". 4,8 su 5 stelle 16. "Eppure devono essere miti con i concittadini e duri con i nemici; altrimenti si annienteranno da soli, senza aspettare che lo facciano altri prima di loro". "Allora tutto ciò che si trova in buono stato o per natura o per arte o per entrambe le cose, subisce un minimo mutamento per opera altrui". ( testo originale ). ", "E con questo tenore di vita non ci serviranno molto più di prima anche i medici? E forse non è un male, poiché esaminandone anche una di questo genere forse potremo vedere come negli Stati nascono la giustizia e l'ingiustizia. Oppure, senza darsi pensiero di loro, deve produrre per sé solo la quarta parte di questo cibo in un quarto di tempo, impegnando gli altri tre quarti nel provvedersi rispettivamente della casa, del vestito e delle scarpe, e non prendersi la briga di farne parte agli altri, ma occuparsi da sé dei propri affari?" giustizia ) per incapacit� di commettere ingiustizia lo fanno malvolentieri, se "Allora non raggiungi il tuo scopo", ribatté. O non hai capito che l'ardore è qualcosa di indomabile e di irremovibile, la cui presenza rende ogni anima impavida e invincibile di fronte a ogni pericolo?". "I cittadini stessi non ne saranno capaci?". E la sola causa di tutto ciò, Socrate, è quella da cui tutto questo discorso suo e mio ha preso le mosse per dirti: "Mirabile uomo, di tutti voi che asserite di elogiare la giustizia, a cominciare dagli eroi delle origini, di cui sono rimasti i discorsi, fino ai contemporanei, nessuno ha mai biasimato l'ingiustizia o lodato la giustizia se non per la fama, gli onori e i doni che ne derivano; ma riguardo al modo in cui ciascuno dei due princìpi, in virtù della propria forza, opera nell'anima di chi lo possiede di nascosto dagli dèi e dagli uomini, nessuno ha mai spiegato in maniera soddisfacente, né in poesia né in prosa, che uno è il peggiore dei mali che l'anima racchiude in sé, la giustizia invece è il bene più grande. Poi convinceremo le balie e le madri a raccontare ai bambini le favole che abbiamo approvato e a plasmare le loro anime con le favole molto più di quanto plasmino i loro corpi con le mani; ma bisogna rigettare la maggior parte delle favole che si narrano ai giorni nostri". "Ciò che bisogna criticare più d'ogni altra cosa", risposi, "tanto più se le menzogne narrate non sono neanche belle". "Finora non ci avevo proprio fatto caso", rispose. ", domandai. "In quale di esse collochi la giustizia? O, per essere più precisi, la corrispondenza … Anno Accademico. altri, ingannandosi l�uno con l�altro per la paura di subire ingiustizia. sia � nel privato � un bene, poich� ciascuno commette un�ingiustizia ogni 21) Vittima sacrificale nei misteri eleusini. Innanzitutto supponiamo che l'ingiusto si comporti come i bravi artigiani: ad esempio, come un timoniere molto esperto o un medico sa discernere nell'esercizio della propria arte ciò che è possibile da ciò che non lo è, mette mano a certe cose e ne tralascia altre, e inoltre, se per caso commette uno sbaglio, è in grado di porvi rimedio, così anche l'uomo ingiusto deve intraprendere le sue azioni delittuose con accortezza, senza farsi scoprire, se vuole essere veramente ingiusto. "Allora", ribadii, "ammetti che il secondo principio da seguire, quando si parla e si scrive poesia sugli dèi, sia che essi non sono dei maghi intenti a trasformarsi e a sedurci con parole o fatti mendaci?". Questo dunque è l'elogio e il biasimo degli uni e degli altri. I due versi, come quello precedentemente parafrasato, sono riferiti ad Anfiarao. "Quindi in un dio non ci può essere un poeta mentitore". "Vi sembra allora che si debba tentare di condurre a fondo l'impresa? Il Menone, Platone (La Scuola) 1951. "Sì", dissi, "esiste anche questa terza specie. l�indossasse il giusto, l�altro l�ingiusto, non vi sarebbe nessuno, come Altri poi assegnano ricompense divine ancora più grandi, dicendo che l'uomo pio e rispettoso dei giuramenti lascia dopo di sé i figli dei figli e un'intera stirpe. Per questo motivo, Socrate, essi sostengono che gli dèi e gli uomini riservano all'ingiusto una vita migliore che al giusto". E da allora presero a darsi legge e patti ed a chiamare ci� che � "Fa' come hai detto". giustizia, e pensa bene, come dir� chi fa questo tipo di discorso. 3) Eschilo, Septem adversus Thebas 593-594. Poich� "Allora il nucleo essenziale della città sarebbe composto da quattro o cinque uomini". Platone Repubblica, II 358a-360d L'anello di Gige . Ma la giustizia, essendo in una posizione intermedia tra questi due estremi, viene amata non come un bene, ma come un qualcosa che è tenuto in conto per l'incapacità di commettere ingiustizia; chi infatti potesse agire così e fosse un vero uomo, non si accorderebbe mai con qualcuno per non commettere o subire ingiustizia, perché sarebbe pazzo. "Perciò la vera menzogna è detestata non solo dagli uomini, ma anche dagli dèi". "E richiederà anche una natura idonea a questa occupazione?". Se, dunque, vi fossero due di questi anelli, e uno Questi per l'appunto, e altri consimili, sono gli elogi che tributano alla giustizia; invece gli empi e gli ingiusti li seppelliscono nel fango dell'Ade e li costringono a portar acqua con un setaccio, [7] ricoprendoli d'infamia quando sono ancora in vita, e riferiscono agli ingiusti proprio quei castighi che secondo Glaucone si attribuiscono ai giusti che passano per ingiusti, senza saperne aggiungere di nuovi. Infatti Glaucone, che in ogni circostanza è sempre il più combattivo, anche in quel caso non accettò la rinuncia di Trasimaco, ma disse: "Socrate, vuoi dare l'impressione di averci persuasi, o vuoi veramente persuaderci che il giusto è in ogni modo migliore dell'ingiusto?". "Abbiamo riflettuto", rispose Adimanto. E se impugna uno scudo o un'altra arma o strumento di guerra, diventerà il giorno stesso un buon combattente nella fanteria o in qualche altro genere di scontro bellico, mentre nessun altro strumento avrà mai il potere di rendere qualcuno artigiano o atleta solo per il fatto di essere preso in mano, e non risulterà utile a chi non ha acquisito piena conoscenza e sufficiente pratica di ciascun mestiere?". ", "Ma ci sono ancora, mi sembra, altri inservienti, i quali non meritano molto di essere accolti in una comunità per le loro doti intellettive, ma possiedono una forza fisica atta a sopportare le fatiche: costoro sono detti, credo, salariati perché vendono l'uso della loro forza e chiamano questo valore salario. giustizia, e pensa bene, come dir� chi fa questo tipo di discorso. testo originale ). "Ma uomini di questa indole, Glaucone, come potranno non essere violenti tra loro e con gli altri cittadini?". subirle. Sono loro che hanno composto miti falsi e li hanno narrati, e li narrano tuttora, agli uomini".